Una giornata destinata a entrare nella storia dello sport italiano si chiude con un altro sorriso e un’altra medaglia. A Milano-Cortina 2026 l’Italia conquista il bronzo nel Team Event del pattinaggio di figura, centrando un risultato storico: è il primo podio olimpico a squadre di sempre per questa disciplina. Una medaglia che vale doppio, perché arriva al termine di una giornata già leggendaria, in cui gli azzurri avevano messo in bacheca un argento e altri quattro bronzi, portando a sei il totale dei podi conquistati in poche ore.
Mai, prima d’ora, l’Italia aveva ottenuto più di tre medaglie in una singola giornata delle Olimpiadi invernali. A Milano-Cortina, invece, tutto sembra possibile. Il bronzo nel pattinaggio di figura rappresenta il suggello perfetto di una giornata memorabile, paragonabile per portata simbolica a imprese come il podio della ginnastica femminile a Parigi 2024. Un risultato che racconta crescita, profondità e maturità di un movimento ormai stabilmente ai vertici mondiali.
Protagonisti di questa impresa sono Charlène Guignard e Marco Fabbri, Sara Conti e Nicolò Macii, Matteo Rizzo e Lara Naki Gutmann. Un gruppo compatto, capace di reggere la pressione e di gestire una competizione lunga e complessa, dove ogni punto può fare la differenza. Alla fine, il verdetto premia gli Stati Uniti con l’oro (69 punti), il Giappone con l’argento (68) e l’Italia con uno straordinario bronzo a quota 60.
Gli azzurri partivano da una base solidissima, costruita già nelle qualificazioni e rafforzata dal secondo posto ottenuto nella danza da Guignard e Fabbri. La loro prestazione, definita da molti come strepitosa, aveva proiettato l’Italia al terzo posto provvisorio, con un margine da difendere su Georgia e Canada. Gli Stati Uniti e il Giappone apparivano invece irraggiungibili nella corsa a oro e argento.
Nella danza di coppia, Sara Conti e Nicolò Macii commettono qualche sbavatura, ma riescono comunque a chiudere al terzo posto, mantenendo l’Italia in posizione favorevole e portando il vantaggio a quattro punti sulle inseguitrici. Una prova di carattere, più che di pura perfezione tecnica, che si rivelerà fondamentale nell’economia complessiva del Team Event.
Il singolo femminile rappresenta il momento di maggiore tensione. Lara Naki Gutmann chiude quinta, mentre la Georgia sorprende con un secondo posto che le consente di recuperare terreno, riducendo il distacco dall’Italia a soli due punti. A quel punto il quadro è chiaro: per salire sul podio serve una prestazione solida nel singolo maschile. Niente calcoli, niente errori.
Matteo Rizzo risponde presente nel momento più delicato. Il suo programma libero è di altissimo livello, per qualità tecnica, intensità e pulizia. Il punteggio di 179.62 consente all’Italia di superare la Georgia e blindare definitivamente il terzo posto. È l’abbraccio liberatorio che sancisce un bronzo storico, il primo a squadre nel pattinaggio di figura olimpico per il nostro Paese.
Questo risultato entra di diritto nella storia azzurra. È la terza medaglia olimpica di sempre nel pattinaggio di figura, dopo i bronzi di Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio a Salt Lake City 2002 e quello di Carolina Kostner a Sochi 2014. Tutte medaglie di bronzo, a testimonianza di una tradizione fatta di eccellenza, continuità e resilienza. In una sola giornata, l’Italia colleziona il quinto terzo posto, chiudendo con sei medaglie complessive.
Davanti, gli Stati Uniti dominano grazie anche alla prestazione mostruosa di Ilia Malinin, capace di sfondare il muro dei 200 punti nel singolo maschile e trascinare il Team Usa all’oro. Il Giappone si ferma a un solo punto di distanza, mentre l’Italia completa un podio che racconta il presente e il futuro del pattinaggio mondiale.
Con nove medaglie in due giorni, Milano-Cortina 2026 continua a regalare emozioni e a rafforzare il legame tra il pubblico e una Nazionale sempre più competitiva. Il bronzo del Team Event non è solo una medaglia: è un simbolo, una conferma, un nuovo inizio.







