Allarme Bce: l’effetto delle guerre terrà l’inflazione sopra il 2% fino al 2027.

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Allarme Bce: l’effetto delle guerre terrà l’inflazione sopra il 2% fino al 2027.

Le guerre in Medio Oriente e in Ucraina spingono i prezzi dell’energia al rialzo, allontanando l’obiettivo di stabilità dei prezzi. Secondo l’ultimo bollettino economico della Banca Centrale Europea (Bce),l’inflazione complessiva rimarrà ben al di sopra del target del 2% fino alla prima metà del 2027, per poi riavvicinarsi all’obiettivo solo verso la fine dell’anno, grazie all’effetto restrittivo dei più elevati tassi di interesse.

L’impatto dei conflitti sull’energia e sull’inflazione di fondo

L’accelerazione dell’inflazione è trainata dal comparto energetico, che ad agosto ha registrato un balzo al 14,3% (contro il 10,3% di luglio). A pesare sono sia i rincari diretti delle materie prime, sia il forte contributo derivante dai margini di raffinazione dei carburanti liquidi.
L’energia non è tuttavia l’unica componente sotto pressione. L’inflazione di fondo (al netto di energia e alimentari) seguirà un percorso persistente, sostenuta in parte anche dal previsto miglioramento delle prospettive economiche generali:
  • 2026:2,5%
  • 2027:2,6%
  • 2028:2,3%
Allarme Bce: l’effetto delle guerre terrà l’inflazione sopra il 2% fino al 2027.

Salari in frenata e profitti aziendali in crescita

I dati del secondo trimestre del 2026 mostrano dinamiche divergenti tra costo del lavoro e margini aziendali in pieno shock energetico:
  • Costo del lavoro:La crescita per dipendente ha rallentato al 3,3% su base annua (dal 3,5% del primo trimestre). L’aumento della produttività ha inoltre permesso di comprimere il costo del lavoro per unità di prodotto, sceso al 2,6%.
  • Profitti:La crescita dei profitti per unità di prodotto ha subito un’impennata, passando dallo 0,3% al 2,2%.
  • Prospettive salariali:L’indice Bce segnala un andamento contenuto per il futuro, con le retribuzioni contrattuali attese in modesta accelerazione al 2,7% nella prima metà del 2027.

Pil Area Euro e mosse sui tassi di interesse

L’economia europea mostra una tenuta superiore alle attese, prolungata anche nel terzo trimestre. La Bce ha rivisto al rialzo le stime di crescita del Pil dell’Area Euro:
  • 2026:+0,9%
  • 2027:+1,4%
  • 2028:+1,5% (confermato)
Nonostante questi segnali di resilienza, il quadro generale rimane dominato dall’incertezza, con chiari rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica. In questo contesto, dopo la decisione del 10 settembre di alzare i tassi al 2,5%, il Consiglio Direttivo mantiene un approccio flessibile per assorbire lo shock geopolitico. Francoforte non si vincola a un percorso predefinito sui tassi: le prossime mosse di politica monetaria continueranno a seguire un approccio guidato dai dati, con decisioni prese di volta in volta a ogni riunione.

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