Vediamo insieme quali sono le nuove regole sugli autovelox. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti afferma che “servirà ad usare gli autovelox come strumenti di sicurezza e non come mezzi per aumentare le entrate comunali tramite le multe”. Tutti gli autovelox dovranno essere segnalati in anticipo, almeno un chilometro prima fuori dai centri urbani, duecento metri prima sulle strade urbane di scorrimento e settantacinque metri in anticipo su tutte le altre strade. E’ prevista anche una distanza minima tra un autovelox e l’altro. In più non si potranno utilizzare laddove esiste un limite particolarmente ridotto.
Ciò significa che nelle strade urbane non potranno essere installati gli autovelox al di sotto dei 50km/h, dunque chi supera il limite nelle strade in cui il limite è fissato a 30km/h non prenderà una multa a causa dell’autovelox, ma dovranno necessariamente esserci dei vigili ad assicurare il rispetto delle norme stradali.
Nella strade extraurbane invece, potranno essere messi solo nel caso in cui il limite di velocità imposto non sia inferiore a più di venti chilometri rispetto a quello previsto per quel tipo di strada. Ad esempio se ci si trova in una strada che ha un limite massimo di 110km/h , gli autovelox possono essere installati e utilizzati solo se il limite in quel punto è fissato almeno a 90 km/h. In più gli autovelox in movimento, quindi quelli a bordo di un veicolo delle forze dell’ordine, sono consentiti solo se c’è la possibilità di una contestazione immediata – l’atto formale con cui si procede alla comunicazione al trasgressore di un fatto illecito accertato con indicazione della regola violata -.
La collocazione sarà determinata da un decreto della prefettura e potranno essere installati solo in zone ad alto rischio di incidenti e in aree in cui, a causa della composizione stradale, è stata documentata una difficoltà nella contestazione immediata. Tutti gli autovelox che ad oggi non rispettano queste regole dovranno essere rimossi o disattivati, per fare ciò è stato dato ai comuni un tempo di 12 mesi per adeguarsi.
La velocità elevata resta la principale causa dei sinistri stradali mortali in città, e spesso è il fattore che aggrava l’impatto di altre infrazioni. Per un pedone, la probabilità di decesso in una collisione con un veicolo che viaggia a cinquanta chilometri orari è sei volte superiore rispetto allo scontro con un mezzo che procede a trenta chilometri orari. Nei contesti urbani, stando ai numero forniti da Aci e Istat, gli incidenti scatenati dall’eccesso di velocità provocano il 43,9% dei decessi e il 69,7% dei feriti. La velocità è l’elemento alla base di una strage quotidiana e silenziosa, anche se negli ultimi anni l’attenzione verso i singoli incidenti sta fortunatamente crescendo. I dati sugli incidenti, inoltre, mostrano altri tre aspetti fondamentali. Primo: la maggioranza dei sinistri avviene in città (il settantatré per cento, stando a un report Istat del 2021). Secondo: ciclisti, pedoni e motociclisti sono gli utenti più esposti al rischio di morte lungo le strade urbane. Terzo: gli incidenti sono la prima causa di decesso (trentacinque per cento) tra i giovani della fascia d’età 15-29 anni.
«A considerare la velocità un valore è tutto ciò che ruota attorno al mondo dell’auto. Con le pubblicità veniamo bombardati da elementi che riguardano sia la velocità, sia la percezione di un mezzo che è solo, sicuro. Le pubblicità vengono girate in ambito urbano, senza pedoni, senza semafori e senza ciclisti: la strada sembra una pista. E questo condiziona fortemente il nostro sistema intuitivo. Ovviamente c’è anche un discorso legato al linguaggio sbagliato per descrivere ciò che accade sulle strade», afferma Stefano Guarnieri.
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