Cuore, sofferenza e un pizzico di quella buona sorte che serve sempre nelle imprese disperate. La Cremonese esce dalla Dacia Arena di Udine con tre punti d’oro colato, battendo i padroni di casa per 1-0 grazie a un guizzo iniziale del suo uomo copertina. Una vittoria pesante come un macigno, che tuttavia regala ai grigiorossi una gioia a metà: il contemporaneo e folle successo del Lecce al 95′ contro il Sassuolo costringe infatti gli uomini di Ballardini (o del tecnico alla guida in questa convulsa stagione) a restare ancora sotto il pelo dell’acqua, a una sola lunghezza di distanza dai salentini. Novanta minuti alla fine del campionato e un verdetto salvezza che si deciderà sul filo del rasoio.
L’approccio alla partita della Cremonese è quello di chi sa di non avere nulla da perdere. L’Udinese di Kosta Runjaic, ormai priva di grandi stimoli di classifica ma desiderosa di salutare il proprio pubblico con una prestazione d’orgoglio, entra invece in campo molle e deconcentrata. L’errore che indirizza il match arriva dopo appena cinque giri di lancette ed è di quelli da matita rossa.
Kabasele tenta una folle costruzione dal basso su rimessa dal fondo, regalando di fatto il pallone alla pressione feroce dei grigiorossi. Bonazzoli ne approfitta immediatamente e scarica un sinistro violento; Okoye ci mette una pezza respingendo come può, ma sulla ribattuta il più lesto di tutti è Jamie Vardy. L’attaccante inglese, con il suo proverbiale fiuto del gol, si avventa sul pallone e firma il tap-in che vale l’1-0. La panchina grigiorossa esplode, la panchina friulana resta di sasso.
L’Udinese prova subito a scuotersi dal torpore e al 15′ l’arbitro Manganiello assegna un calcio di rigore ai friulani per un contatto dubbio in area cremonese. Mentre lo stadio già pregusta il pareggio, la sala VAR richiama il direttore di gara al monitor: il controllo tecnologico evidenzia una posizione di fuorigioco iniziale all’inizio dell’azione. Rigore revocato, sospiro di sollievo per la Cremonese e partita che resta sui binari dell’equilibrio.
Forte del vantaggio, la Cremonese prova a gestire i ritmi di gioco nel primo tempo, affidandosi alle parate di Emil Audero e alla solidità di Bianchetti in retroguardia. Nella ripresa, però, lo spartito del match cambia radicalmente. Runjaic ridisegna l’Udinese inserendo forze fresche in attacco e alzando vistosamente il baricentro. I friulani iniziano a macinare gioco e a schiacciare gli ospiti nella propria metà campo.
La Cremonese, complice anche la stanchezza e la pressione psicologica del risultato di Reggio Emilia (dove il Lecce continuava a dare battaglia), si barrica nella propria trequarti. Audero deve superarsi in un paio di occasioni su conclusioni ravvicinate, mentre la difesa grigiorossa spazza via ogni pallone che transita nei pressi dell’area di rigore. I minuti scorrono lentissimi per i tifosi ospiti, in un’atmosfera di pura apnea sportiva.
Il momento di massima tensione della partita si consuma a pochissimi minuti dal novantesimo. L’Udinese getta il cuore oltre l’ostacolo e, sugli sviluppi di un cross disperato in area, l’attaccante polacco Buksa riesce a deviare il pallone in rete per il gol dell’1-1. La Dacia Arena esulta, i giocatori della Cremonese crollano a terra disperati, vedendo materializzarsi lo spettro della retrocessione matematica.
Tuttavia, l’azione è confusa ed estremamente caotica. Manganiello non convalida subito e decide di andare a rivedere le immagini al monitor di persona. Il replay è chiaro: prima dell’impatto di Buksa con il pallone, c’è un netto fallo di Gueye che ostacola la traiettoria di Audero in uscita, abbinato a una trattenuta dello stesso Buksa ai danni di Bianchetti. Un doppio fallo che spinge l’arbitro ad annullare la rete tra le proteste veementi dei friulani e il secondo, immenso sospiro di sollievo dei lombardi.Al triplice fischio finale è festa grande, seppur contenuta, in casa grigiorosa.
La Cremonese sale a 34 punti in classifica, mantenendo accesa la fiammella della speranza. Certo, guardando la graduatoria, i lombardi restano virtualmente in Serie B a causa del miracoloso 3-2 del Lecce sul Sassuolo arrivato proprio al 95′, che tiene i salentini a quota 35.
L’ultimo turno di campionato sarà un autentico dramma sportivo a distanza. La Cremonese non è più padrona del proprio destino: dovrà obbligatoriamente vincere la propria partita e sperare che il Lecce non faccia bottino pieno contro il suo prossimo avversario. La salvezza resta un’impresa ai limiti del possibile, ma con un Vardy così e un VAR alleato, sognare non costa nulla.




