Elezioni Russia, trionfo di Russia Unita: maggioranza record alla Duma con 355 seggi
Nessuna sorpresa alle urne a Mosca:Vladimir Putin consolida saldamente la propria presa sul potere.Alle elezioni per il rinnovo della Duma di Stato, la camera bassa del Parlamento russo, la formazione di governoRussia Unitaha ottenuto una vittoria schiacciante con il57,83% delle preferenze, superando di oltre quattro punti percentuali le stime iniziali degli exit poll.
Secondo i dati definitivi validati dalla Commissione elettorale centrale, il partito del presidente si assicura355 seggi sui 450 disponibili.Una maggioranza schiacciante pari al78,89%dell’emiciclo parlamentare, che segna un netto incremento rispetto alla tornata precedente (quando il 49,8% dei consensi valse 324 seggi).
Il test politico dopo l’inizio del conflitto in Ucraina
La consultazione ha rappresentato il primo banco di prova parlamentare per il Cremlino dall’avvio dell’invasione dell’Ucraina, offrendo alla presidenza una conferma simbolica della tenuta del consenso interno in un contesto di rigido controllo istituzionale.
A sostenere la narrazione di un forte mandato popolare contribuisce anche il dato sull’affluenza alle urne, salita a livello nazionale al59%, in sensibile crescita rispetto al 51,7% registrato nel 2021.

I risultati dei partiti alla Duma: la ripartizione dei seggi
Dietro al monopolio di Russia Unita, le forze dell’opposizione sistemica restano a netta distanza:
- Partito Comunista (Kprf):secondo partito con il13,81%dei voti e25 seggi.
- Partito Liberal-Democratico (Ldpr):la formazione ultranazionalista incassa l’8,98%e25 seggi.
- Gente Nuova (Novye Ljudi):supera la soglia di sbarramento con il7,96%, ottenendo20 seggi.
Nessuna rappresentanza, invece, per le voci contrarie al conflitto.Yabloko, l’unica formazione registrata apertamente critica verso le operazioni militari in Ucraina, è stata estromessa dalle liste federali dalla Corte Suprema russa a poche settimane dal voto.
Reazioni internazionali e scontro con l’Occidente
Non sono mancate le frizioni diplomatiche.Il ministro degli Esteri russo,Sergej Lavrov, ha rivendicato la validitĂ del voto respingendo le critiche preventive di Bruxelles:“La Duma deve essere sovrana e formata da legislatori che comprendano gli interessi della Russia. L’Unione Europea ha preparato una dichiarazione per definire le elezioni non valide secondo i parametri democratici europei: la risposta migliore arriva dai nostri risultati.”
Dura, al contrario, la condanna giunta dai Paesi baltici. Il ministro degli Esteri estone,Margus Tsahkna, ha bocciato la regolaritĂ della tornata:“L’assenza di osservatori internazionali indipendenti e la sistematica repressione del dissenso riducono il voto a una mera performance politica orchestrata da Putin, priva di qualsiasi parvenza di libera consultazione.”







