Emergenza migranti a Ceuta: 60mila ingressi in 24 ore e frontiere al collasso
Un’ondata migratoria senza precedenti sta travolgendo l’exclave spagnola diCeuta. Nelle ultime 24 ore,una fiumana di persone ha attraversato il confine dal territorio marocchino, innescando una grave crisi umanitaria e un’accesa escalation politica a livello internazionale.
Secondo Juan Jesus Vivas, presidente della città autonoma, i numeri sono insostenibili: “È come se in Spagna, in sole 24 ore, entrassero 34 milioni di persone”.

I numeri della crisi a Ceuta
Per comprendere la portata dell’emergenza, ecco i dati principali registrati dalle autorità:
| Dato Chiave | Dettaglio dell’emergenza |
| 60.000 | Migranti entrati in 24 ore (pari al 70% degli 85mila abitanti di Ceuta) |
| 7.000 | Minori presi in carico e sotto la tutela delle autorità locali |
| 45 | Vittime accertate in mare dall’inizio dell’anno (43 morti a nuoto nelle ultime ore) |
| 25.000 | Migranti già rientrati volontariamente o respinti in Marocco |
La tragedia in mare e le difficili condizioni a terra
Il massiccio afflusso ha mandato in tilt la Guardia Civil e i servizi di emergenza, riusciti a prestare soccorso solo ai feriti più gravi. Oltre cento persone (117) sono state salvate e trasferite alCentro di permanenza temporanea (Ceti), una struttura già gravemente sovraffollata.
Nel frattempo, secondo il quotidianoEl País, un numero considerevole di giovani sta giàfacendo ritorno in Marocco, sia via mare che via terra. Le motivazioni del rientro sono legate al collasso della città: impossibilità di trovare rifugio o cibo, bar e negozi riservati ai soli residenti e crescenti tensioni sociali, con denunce di minacce e lanci di sassi da parte di alcuni abitanti locali.
Lo scontro politico: da Sanchez a Vox, fino all’Italia
La crisi di Ceuta ha scatenato immediate reazioni politiche:
Il Governo Spagnolo:Giunto sul posto, il premierPedro Sanchezha condannato duramente l’accaduto, definendolo “un attacco e una violazione della sovranità territoriale della Spagna”.
L’opposizione:Il leader del partito di ultradestra Vox,Santiago Abascal, ha lanciato un “SOS Ceuta”, parlando di “invasione” e accusando l’esecutivo di Madrid di aver agevolato gli arrivi. Accuse prontamente respinte dal governo, che ha condannato l’uso “demagogico” della situazione.
La reazione dell’Italia:L’emergenza ha spinto la premier italianaGiorgia Melonia valutare la chiusura dello spazio Schengen con la Spagna. Una posizione che ha generato forte indignazione a Madrid, culminata con la convocazione dell’ambasciatore italiano.

Le reazioni internazionali: Bruxelles e gli Stati Uniti
La Commissione Europea sta monitorando da vicino l’evoluzione della frontiera esterna dell’Ue. Il commissario agli Affari Interni,Magnus Brunner, ha rassicurato l’opinione pubblica su X:“La situazione resta inaccettabile, ma non ci sono flussi verso il continente europeo. I controlli su chi parte da Ceuta e Melilla restano operativi”. Bruxelles ha offerto a Madrid sostegno finanziario e operativo, ipotizzando anche il rafforzamento diFrontex, in linea con il nuovo Patto europeo sulla migrazione.
Oltreoceano, la crisi è stata cavalcata dal presidente degli Stati UnitiDonald Trump. Intervistato da Fox News, ha utilizzato le immagini dell’enclave spagnola come monito elettorale:“È terribile. Così saremo noi tra tre anni se vinceranno i democratici”.
Accordi con Rabat e i rientri lampo
A livello diplomatico, le autorità spagnole e marocchine hanno intensificato il coordinamento per arginare i nuovi attraversamenti e accelerare le procedure di espulsione. Il ministero dell’Interno spagnolo ha confermato che la macchina dei rimpatri viaggia a un ritmo di150 persone al minuto.
Da parte sua, il Marocco respinge le accuse di aver allentato i controlli di proposito, puntando il dito contro le “organizzazioni criminali” e definendo “esemplare” la cooperazione con Madrid. La polizia marocchina ha inoltre arrestato circa 30 persone durante scontri scoppiati vicino al confine.
Le dinamiche attuali, tuttavia, richiamano inevitabilmente iprecedenti del maggio 2021, quando 8mila migranti superarono il confine in un solo giorno, in un periodo di fortissima tensione diplomatica tra Spagna e Marocco dovuta all’accoglienza sanitaria offerta da Madrid al leader del Fronte Polisario, Brahim Ghali. Anche oggi, nonostante le rassicurazioni ufficiali, restano interrogativi su una possibile strumentalizzazione dei flussi migratori.







