Campania, tir in protesta: a rischio farmaci e rifiuti

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Gli effetti della protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti non si fermano piĂą a scaffali vuoti e distributori a secco. In Campania, dopo sei giorni di mobilitazione,a essere messi a rischio sono ormai i servizi essenziali, dalla consegna dei farmaci alla raccolta dei rifiuti. Per contenere i disagi, la Prefettura di Napoli ha predisposto un piano straordinario.

I manifestanti hanno bloccato i caselli autostradali di Nola, sulla A30 Caserta-Salerno, e quelli di Caserta Sud, sulla A1 Milano-Napoli. I tir hanno chiuso anche gli accessi agli interporti di Nola e Marcianise. Allo svincolo di Padula il parroco ha benedetto gli autotrasportatori in presidio. In Irpinia, tir e agricoltori hanno bloccato lo svincolo di Avellino Est sulla A16 Napoli-Canosa.
Nelle città a preoccupare sono soprattutto gli approvvigionamenti. In tutte le province, in particolare nelle aree più densamente abitate di Napoli, Caserta e Salerno, la grande distribuzione sta andando avanti con le scorte dei prodotti a lunga conservazione, mentre i freschi sono finiti quasi ovunque. Mancano uova, carne, latticini, formaggi e tutti i beni che richiedono la catena del freddo. Anche i negozi di quartiere, che contano su filiere più corte, hanno cominciato a risentirne, con scaffali che si svuotano e rifornimenti bloccati. In Irpinia scarseggiano i generi alimentari in tutta la provincia e la maggior parte delle stazioni di servizio è chiusa.

La situazione più grave riguarda Ischia e Procida: le ultime forniture alimentari risalgono a venerdì scorso, i negozi sono vuoti e i prodotti freschi introvabili. Le merci destinate alle isole sono ferme da giorni nelle piattaforme logistiche della terraferma, dove i presìdi impediscono le operazioni di carico e scarico. Non è partita nemmeno la nave cisterna con i carburanti: i distributori sono a secco, come le cisterne degli impianti di riscaldamento.

Cominciano a scarseggiare anche i carburanti per i traghetti. Vincenzo Ponti, dirigente della Caremar, ha spiegato che le difficoltà riguardano anche le altre compagnie del Golfo di Napoli e che la società ha già proposto un piano emergenziale a Regione e Prefettura, senza ottenere risposta. «Da domani inizieranno sicuramente dei disservizi», ha avvertito. Le compagnie stanno consumando le riserve di autonomia, che potrebbero esaurirsi nel giro di poche ore: se la situazione non si sbloccherà, ha aggiunto Ponti, il servizio dovrà essere interrotto.

In diverse zone della regione si è già fermato l’intero ciclo dei rifiuti. I mezzi delle ditte di raccolta, fermi o senza carburante, non riescono a conferire negli impianti e le aree ecologiche si stanno saturando. A Pozzuoli il sito di raccolta è stato chiuso: il Comune spiega che per le ditte incaricate il conferimento finale è di fatto impossibile e i rifiuti restano bloccati sul territorio. Difficoltà anche nel Sannio, dove il Comune di Morcone ha avvisato i cittadini del possibile salto della raccolta dell’indifferenziato e a Sant’Angelo a Cupolo lo stop è già scattato. A Benevento il sindaco Clemente Mastella ha deciso di favorire lo smart working per i dipendenti comunali che vivono fuori città, per ridurre le spese di spostamento aggravate dai rincari.

Il piano è stato definito dopo due incontri convocati dal prefetto Michele di Bari a Palazzo di Governo, con l’obiettivo di limitare le conseguenze dei blocchi sulla distribuzione delle merci. Le priorità sono i medicinali destinati a farmacie, altri punti di erogazione e strutture ospedaliere, il carburante necessario alla continuità dei servizi e i prodotti alimentari deperibili. L’intento è evitare che le interruzioni stradali pesino sulle attività produttive e sui servizi essenziali.

Tra le misure c’è un servizio di reperibilità attivo 24 ore su 24, destinato a raccogliere segnalazioni e richieste delle aziende in difficoltà negli approvvigionamenti, così da valutare rapidamente gli interventi necessari e facilitare il coordinamento in caso di nuove interruzioni. Le autorità seguono inoltre l’evoluzione dei presìdi sotto il profilo dell’ordine pubblico. Nel corso degli incontri è stata ribadita la necessità di trovare un equilibrio tra le preoccupazioni degli autotrasportatori e la tutela dei bisogni fondamentali della collettività, scongiurando una paralisi della circolazione sulle principali direttrici del Napoletano. Secondo la Prefettura, iniziative analoghe sono state avviate anche dalle altre Prefetture campane, nell’ambito di un’azione coordinata a livello regionale. Il piano resterà legato all’evoluzione della protesta e alle segnalazioni che arriveranno dalle imprese.

Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, con il viceministro Edoardo Rixi, ha incontrato a Milano le associazioni di categoria e, nel pomeriggio, gli autonomi. Ha assicurato lo sblocco di risorse per i crediti d’imposta legati al consumo di gasolio, con il rimborso integrale dell’aumento del prezzo, e l’inserimento in un prossimo decreto legge di una norma per rendere automatico l’adeguamento del costo del gasolio. Gli impegni sono stati giudicati «positivi» dalle rappresentanze ufficiali, ma non sono bastati a fermare i blocchi, che secondo Rixi «non possono essere consentiti sine die».

Sul fronte regionale, il presidente Roberto Fico si è detto disponibile a incontrare i manifestanti giovedì per valutare eventuali iniziative economiche della Regione a sostegno del comparto: «Non mi occupo delle promesse del Governo Meloni, ma dei problemi che possono derivarne». Intanto il Pd campano ha presentato in Consiglio regionale una mozione per istituire un fondo di emergenza carburanti da 20 milioni di euro. Prosegue il confronto con gli autotrasportatori, mentre le istituzioni lavorano per evitare che le difficoltà della distribuzione compromettano l’accesso ai medicinali e ai beni indispensabili.

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