Nel 2025, il mondo della formazione infermieristica in Italia registra un’impennata senza precedenti: sono infatti quattro volte di più rispetto all’anno scorso gli infermieri che hanno scelto di specializzarsi iscrivendosi a un corso di laurea magistrale, pur potendo già accedere al mercato del lavoro. Lo rende noto la FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), segnalando un interesse crescente verso l’alta formazione nel settore.
Secondo i dati ufficiali, per i 2.317 posti disponibili nei corsi di laurea magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche, le domande ricevute sono state ben 9.493, con un rapporto di circa 4,1 candidati per ogni posto. Un dato che segna un aumento significativo rispetto al 2024, quando i posti disponibili erano 2.147, a conferma di una tendenza in forte espansione.
Il boom di iscrizioni, secondo la FNOPI, evidenzia un’esigenza chiara: “L’attivazione dei tre nuovi indirizzi clinici – Cure Primarie e Sanità Pubblica, Cure Pediatriche e Neonatali, Cure Intensive ed Emergenza – non è più rimandabile”, afferma la Federazione. Queste specializzazioni, infatti, colmerebbero un importante vuoto accademico e risponderebbero alla crescente richiesta di competenze avanzate da parte del personale infermieristico.
Gli esami di ammissione ai 102 corsi delle 5 classi di laurea magistrale per le 36 università statali italiane si svolgono proprio in questi giorni, mentre gli atenei privati seguiranno un calendario differente. Complessivamente, per tutte e cinque le classi di laurea magistrale, sono state presentate 12.469 domande per 4.213 posti disponibili, con una concentrazione significativa – il 55% – proprio su Scienze Infermieristiche e Ostetriche.
L’interesse verso la specializzazione è confermato anche dalla serie storica elaborata da Angelo Mastrillo, docente di Organizzazione delle professioni sanitarie all’Università di Bologna. Dal 2019 a oggi, i posti a bando sono passati da 1.318 a 2.317, segnando una crescita del 75%. Anche le domande, pur mostrando oscillazioni annuali, restano sempre molto elevate: da 8.466 nel 2019, si è saliti a 12.095 nel 2023 e a 11.070 lo scorso anno accademico.
Analizzando i dati per singole università, emergono differenze geografiche significative. In particolare, si segnala la sospensione del corso a Cagliari e l’attivazione di un nuovo corso a Lecce, in Puglia, che hanno inciso sull’andamento complessivo delle candidature.
Questo forte orientamento verso la formazione avanzata conferma un cambio di paradigma: sempre più infermieri scelgono di investire nel proprio futuro professionale attraverso percorsi accademici di alto livello, contribuendo così al miglioramento della qualità dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese.







