Furti digitali in borsa: la nuova truffa del POS nascosto e come difendersi

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In un’epoca dove la tecnologia semplifica la nostra vita, anche i ladri si aggiornano. A Sorrento è stato sventato un caso che sembra uscito da una serie di fantascienza cyber-criminale: una donna di 36 anni, già nota alle forze dell’ordine, è stata arrestata dopo aver rubato 100 euro dalla cassa di un bar. Ma il vero allarme è scattato quando, durante la perquisizione, i carabinieri hanno scoperto nella sua borsa un POS contactless perfettamente funzionante, usato per effettuare micro-pagamenti fraudolenti ai danni di passanti ignari.

Il dispositivo, apparentemente innocuo, è in realtà uno strumento potente se impiegato con malizia. Configurato per eseguire addebiti immediati sotto la soglia dei 50 euro — limite entro il quale non è richiesto alcun PIN — il POS può prelevare denaro semplicemente avvicinandosi a un portafoglio o una borsa contenente una carta contactless attiva. Il ladro seleziona l’importo (spesso sotto i 10 euro per non destare sospetti), attiva la transazione, e si muove tra la folla cercando “contatti accidentali”. Il tutto avviene in meno di due secondi, senza alcun avviso evidente.

Secondo le indagini, la ladra agiva prevalentemente tra Sorrento e Roma, luoghi affollati di turisti e pendolari. Il suo POS era collegato a un conto bancario intestato probabilmente a un prestanome. Alcuni casi documentati parlano di decine di furti e addirittura di transazioni ripetute per un totale di migliaia di euro, come in un episodio romano dove la vittima ha visto sparire quasi 9.000 euro in micro addebiti successivi.

Questa tecnica, ribattezzata “tap invisibile”, è già conosciuta in altri Paesi (Canada e Regno Unito su tutti), ma in Italia è la prima volta che emerge con prove così concrete. La diffusione della tecnologia NFC (Near Field Communication), pensata per facilitare i pagamenti, si è trasformata in un rischio per chi non protegge adeguatamente le proprie carte.

Nonostante l’apparente facilità, la truffa richiede comunque abilità. Il range effettivo del segnale NFC è molto breve, di appena 1-2 cm, e la finestra per completare l’operazione è di circa 30 secondi. Inoltre, se ci sono più carte vicine o il portafoglio è schermato, il segnale può annullarsi o non attivarsi correttamente. Le transazioni sono tutte tracciabili, il che rende rischioso per i ladri incassare i proventi in modo anonimo.

Come proteggersi dai furti con POS contactless

  • Portafogli schermati: oggi sono facilmente reperibili ed economici. La tecnologia RFID-blocker è in grado di bloccare i segnali NFC e impedire la comunicazione tra la carta e il POS.
  • Conservare le carte lontano dai bordi di borse o tasche: preferibilmente in zone interne e isolate.
  • Controllare regolarmente i movimenti bancari: anche piccoli addebiti devono insospettire.
  • Disattivare temporaneamente il contactless o abbassare il limite di pagamento senza PIN (se supportato dalla banca).
  • Attivare le notifiche in tempo reale sul proprio smartphone per ogni movimento.
  • In caso di movimenti sospetti: bloccare subito la carta, segnalare l’addebito alla banca e presentare denuncia alle autorità.

Gli esperti rassicurano: si tratta di casi relativamente rari, ma che richiedono consapevolezza e prudenza. Il contactless rimane una tecnologia utile e sicura, a patto che venga usata con attenzione e conoscenza dei suoi limiti.

La truffa del POS nascosto nella borsa è la versione moderna del borseggio tradizionale. Non servono più mani veloci per sfilare portafogli, ma apparecchi silenziosi e una buona dose di astuzia. La vera arma contro questi furti invisibili? La prevenzione. Con un po’ di attenzione e gli strumenti giusti, possiamo continuare a utilizzare la tecnologia contactless in sicurezza, senza rinunciare alla comodità ma evitando di finire vittime di questi nuovi ladri digitali.

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