Educate dal gioco e educate al gioco, che veste il giocattolo di modernità , non solo di vesti manzoniane, quelle della povera Gertrude o quelle della tanto stereotipata Agnese: le donne.
Madri normali, ragazze madri, madri immigrate, madri in guerra, madri a lavoro, madri in carcere, madri private dei figli…madri di figli uccisi, madri di figli non partoriti. Madri felici?
Quanti hanno letto ultimamente di Giulia, la ragazza uccisa da chi diceva di amarla, immaginata tra le braccia della madre, in cielo? Quanti si sono fermati a riflettere: la madre di Giulia è felice di stringere di nuovo tra le braccia la sua Giulia?
Quanto è difficile oggi essere madre!
Un tempo le donne riuscivano a portare avanti nella loro umile quotidianità famiglie numerose, partorendo figli anno dopo anno. Oggi pazzesco o eroico addirittura pensare al secondo di figlio.
Un tempo le madri erano madri e lavoravano. Oggi l’uno limita l’altro. La quaestio è: oggi è difficile essere madre o essere donna?
Donna è stata colei che ha saputo indossare il ruolo di padre, quella madre che ha visto morire il primogenito che ha visto morire sua madre…che ha dedicato la sua vita a tutto quel bene prezioso che le rimaneva: gli altri figli. Donna è stata colei che ha educato senza essere educata alla cultura, quella vera. Donna colei che ha dovuto combattere per difendere i valori che la vita le aveva donato, ridonandoli. Donna è stata colei che ha vissuto l’attesa, rigenerando la speranza.
Una donna è madre a prescindere: dal sogno al gioco alla realtà.
Ma qualcosa può andare storto. Quando si sbaglia? Dove sta l’errore? Perché si arriva al fallimento? Cosa non si doveva effettivamente fare? E’ una donna che diventa madre pur avendo partorito un essere non-uomo, è una donna che, prendendo il figlio di un’altra donna, ne prende il nome, madre, ma madre non è, se quel figlio preferisce darsi all’alcol.
Quanti volti ha la maternità: ogni madre ha una storia, ogni storia è una scelta, ogni scelta un cammino.
Una bambina sogna, allora, di diventare donna, per essere madre, lei che nata in una terra felice può almeno sognare







