La Juve si perde a Como: prima sconfitta e zero alibi

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  La Serie A regala un’altra sorpresa: la Juventus cade a Como per 2-0 e incassa la sua prima sconfitta stagionale, in un match che conferma tutte le crepe mai davvero risolte dalla squadra di Tudor. È una vittoria storica e meritata quella del Como, costruita con ordine, intensità e qualità, sotto la guida di un Fabregas sempre più convincente in panchina.

 Ci vogliono appena quattro minuti ai lariani per rompere l’equilibrio: Nico Paz, tra i migliori in campo, disegna un cross perfetto da destra su palla inattiva, e il difensore Kempf, lasciato colpevolmente libero sul secondo palo, insacca da pochi passi. San Siro esplode di gioia, la Juventus si ritrova subito a inseguire.

La reazione dei bianconeri è immediata, ma sterile. Il possesso palla cresce, il baricentro si alza, e qualche spunto offensivo nasce soprattutto dai piedi di Koopmeiners e David, ma manca completamente la precisione negli ultimi sedici metri. Al 27’ proprio David trova la rete, ma il VAR cancella tutto per una posizione irregolare di partenza del centrocampista olandese, annullando l’illusione del pareggio.

 Nel secondo tempo il copione non cambia: la Juventus attacca a testa bassa, ma è lenta e prevedibile. Il Como si difende con ordine, abbassandosi compatto senza mai rinunciare a ripartire. Tudor prova a cambiare le carte, ma i suoi uomini faticano a trovare spazi e idee. Vlahovic, entrato nella ripresa, tocca pochi palloni e non riesce mai a rendersi pericoloso.

 Il colpo del ko arriva al minuto 79, su un’azione magistrale in contropiede: ancora Nico Paz, vero mattatore del match, parte palla al piede, rientra sul destro e lascia partire un tiro a giro dai 20 metri che si infila sotto l’incrocio. Gol magnifico, che chiude la gara e certifica la crisi di una Juve nervosa e disorganizzata.

 I bianconeri restano a 12 punti, agganciati proprio dal Como, e superati da un Bologna in grande forma. Ma più dei numeri, è la sensazione generale a preoccupare: attacco spuntato, gioco lento, fragilità difensive e scarsa reattività mentale. A complicare ulteriormente le cose, tra tre giorni c’è la trasferta più complicata: si vola al Bernabeu per affrontare il Real Madrid in Champions League.

 Dall’altra parte, Fabregas sorride: il suo Como è una squadra vera, con idee chiare, giovani di talento e un’identità sempre più riconoscibile. Paz e Cutrone sono leader tecnici ed emotivi, e la difesa regge anche sotto pressione. I lariani non sono più una sorpresa: sono una realtà.

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