La vigilia del big-match traBeneventoeCatania, gara chiave per la corsa alla promozione nel Girone C di Lega Pro, si trasforma in un vero e proprio rebus organizzativo. A poche ore dal calcio d’inizio, con la prevendita chiusa e lo stadio “Vigorito” praticamente sold-out, l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportiveha rinviato la decisione al Casms per valutare le “adeguate misure di rigore” da applicare alla gara.
Una formula tecnica che, nel linguaggio della sicurezza sportiva, viene utilizzata quando un evento è considerato potenzialmente a rischio e si devono stabilire eventuali restrizioni per la tifoseria ospite. Nel caso di Benevento-Catania, la misura appare particolarmente singolare: le due tifoserie sono storicamente gemellate e non esistono precedenti di tensioni tra le parti. Il rinvio ha quindi sorpreso società, tifosi e addetti ai lavori.
Nel comunicato si invitava inoltre la Lega Pro a evitare l’avvio della vendita dei biglietti, ma la prevendita era già stata praticamente completata. Tutti i settori dello stadio erano esauriti, compreso quello ospiti, con 1.446 tifosi catanesi attesi. Molti avevano già noleggiato pullman, minivan e acquistato biglietti aerei, rendendo il provvedimento tardivo e difficilmente gestibile.
La capienza del “Vigorito” è di 14.461 spettatori, ma in passato la struttura ha ospitato fino a 16.867 tifosi in Serie A. La macchina organizzativa era dunque pronta a vivere una vera e propria festa di sport, trasformata ora in tensione istituzionale.
Secondo indiscrezioni, la decisione sarebbe motivata dalla necessità di evitare possibili contatti tra la tifoseria catanese e altri gruppi di tifoserie rivali lungo il tragitto dalla Sicilia alla Campania, in particolare sulla Salerno-Reggio Calabria. La preoccupazione riguarda quindi più il viaggio che la partita in sé, sollevando però numerosi interrogativi sui tempi e sulle modalità con cui la questione è stata gestita.
A quanto pare, dopo consultazioni tra Prefetture e Questure di Benevento e Catania, è probabile l’adozione di misure restrittive che limiteranno l’accesso allo stadio dei residenti in provincia di Catania. Un cortocircuito istituzionale che rischia di alimentare polemiche a poche ore dall’inizio della partita.
Il risultato è un clima surreale: una partita attesa da mesi, che doveva essere una festa di sport, si trasforma in un caso amministrativo, con tifosi, società e organizzatori alle prese con norme e restrizioni in extremis.
La decisione ha immediatamente generato frustrazione tra i sostenitori etnei, che avevano pianificato la trasferta con anticipo. Pullman prenotati, voli acquistati e aspettative alte: tutto ora sospeso in attesa del provvedimento definitivo. Per molti si tratta di un vero e proprio cortocircuito tra sicurezza, burocrazia e passione sportiva.
Il clima attorno al “Vigorito” resta quindi incandescente: da una parte tifosi pronti a celebrare il calcio, dall’altra istituzioni impegnate a prevenire problemi potenziali che, stando alla storia recente, non si sono mai verificati in questa particolare rivalità.







