Oggi vi parlo del festival di Sanremo, quello di “qualche anno fa”.
Festival significa canzoni e, quando stai per dire, sarà capitato anche a voi, subito ti viene in mente “di avere una musica in testa,/sentire una specie di orchestra/ suonare suonare/ suonare suonare,/ zum zum zum zum/ zum zum zum zum…”.
Riprendo il filo…Volevo dire che vi sarà capitato che, andando alla ricerca di una lettera o di un documento importante vi sia balzata agli occhi qualcosa di simpatico, scritto tempo fa. Quando? Nel 1971 e, per la cronaca fu il ventunesimo festival, vinto da Nada e Nicola Di Bari.
Qualche altro particolare importante ai nostri fini. Procediamo con ordine, cominciando dal contesto storico. Il Papa dell’epoca era Paolo VI, mentre Amleto Giovanni Cicognani era il Cardinale, Segretario di Stato, decano del Sacro Collegio. Gli organizzatori furono Ravera e Radaelli. La conduzione fu affidata a Carlo Giuffrè ed Elsa Martinelli. L’autentica rivelazione fu un giovanissimo Lucio Dalla che fu costretto dalla censura, a trasformare il titolo della sua canzone da “Gesù Bambino”, in “4 marzo 1943”.
Fu la prima edizione alla quale prese parte Paolo Conte nella veste di autore (nello specifico di Santo Antonio, Santo Francisco cantata dai Mungo JerrY e Piero Focaccia). Perfino tra gli esclusi dalla manifestazione troviamo “I nuovi angeli” con “Donna Felicità” scritta da Roberto Vecchioni. Ce n’era a sufficienza per questo commento in versi, che chiamerò sonetto, non per autoesaltazione, ma per la derivazione – siamo in tema – da “sonare”.
IL FESTIVAL
Sanremo settantuno,
pieno rispetto delle tradizioni.
Agonizzante è sempre la canzone
e ad ognuno che a cuore ha il bel canto,
non resta che affidarsi a qualche Santo.
Lucia, Francesco, Antonio,
Anselmo, Aureliano…
Ma, Sanremo è in Italia
o sta nel Vaticano.?
Ma, a scherzar troppo a lungo con i Santi,
oltre a rischiare il classico anatema,
c’è il rischio di mostrarsi assai ignoranti.
C’è stato chi ha confuso.
Così, Gesù Bambino, cosa strana,
da Figlio della Vergine Maria
è diventato “Figlio di puttana”.
Del clima religioso, appare chiaro,
ne ha risentito la presentatrice.
E, al semplice apparir di Martinelli
un coro sol : “ma che Madonna dice?”.
Dove andremo a finir per questa strada?
Resteranno Ravera e Radaelli?
Presenterà Giuffré con Martinelli?
O sentiremo, tra urla e battimani:
Signori, buonasera, qui Sanremo.
Presenta Paolo VI e Cicognani?
Comunque vada questo festival ventiventiquattro,
Viva la Musica, viva la canzone, viva Sanremo e,
per equità, viva anche San Romolo!







