EUROPA E GIAPPONE INSIEME NELLO SPAZIO.
LANCIATO IL SATELLITE EARTHCARE.
Per la prima volta nella storia, Europa e Giappone collaboreranno insieme, lanciando nell’orbita il satellite EarthCare, che aiuterà a capire i prossimi cambiamenti climatici. Partito dalla base californiana di Vandenberg, il satellite EarthCare sarà il protagonista di una delle missioni più importanti di sempre, nell’osservazione della Terra.
Avrà infatti il compito di studiare e raccogliere dati su nuvole e aereosol, per capire il corso dei cambiamenti climatici nel tempo. Tutto ciò nasce dalla collaborazione tra due agenzie; l’Agenzia spaziale Europea, e l’agenzia spaziale giapponese Jaxa.
Falcon 9, cosi è stato chiamato il razzo lanciato nella notte italiana del 29 Maggio 2024, è arrivato in orbita con grande successo, e procederà allo studio del clima delle nuvole e dell’aereosol, ovvero piccole particelle solide e liquide disperse nell’aria.
EarthCare fa parte del programma Earth Explorer, nato appunto per la realizzazione di nuovi strumenti in grado di capire e studiare i diversi aspetti che regolano il clima del nostro pianeta. Il primo satellite di questa “missione” fu lanciato in orbita nel Marzo del 2009. Chiamato GOGE, aveva il compito di mappare il campo gravitazionale terrestre.
Grazie ai quattro strumenti presenti a bordo di EarthCare, sarà possibile ricavare diversi dati e informazioni su come nuvole e aereosol riflettono le loro radiazioni solari e la loro capacita di intrappolare e trattenere la radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre.
L’obiettivo è quindi quello di apprendere i meccanismi che regolano la temperatura della Terra. Gli strumenti utilizzati saranno 4, ognuno con un compito diverso e ben preciso da svolgere. Atmospheric Lidar misurerà il profilo verticale delle nuvole, cioè la forma e la dimensione della parte più vicina al satellite. Sfrutterà impulsi luminosi, analizzando come e in quanto tempo questi ritornano verso il satellite.
Il Cloud Prolifing Radar invece servirà per osservare la struttura interna delle nuvole, andando più a fondo rispetto al Lidar. Un radar opererà sulle lunghezze d’onda millimetriche e così EarthCare sarà in grado di ottenere diverse informazioni sulla dissipazione delle nuvole.
Il terzo strumento sarà un radar multispettrale, in grado di analizzare un’area di circa 150 km. Questo radar opera su più bande spettrali, per distinguere meglio i diversi tipi di nuvole e aereosol. Il radar inoltre sarà di supporto agli altri due strumenti, offrendo un contesto più ampio per le misurazioni eseguite.
Il quarto invece sarà un radiometro a banda larga, che rileverà le radiazioni solari riflesse dalla Terra. EarthCare opererà quindi a un’altitudine di circa 393 km su orbita eliosincrona, che gli permetterà di osservare tutti il nostro pianeta in meno di 25 giorni.
Per alimentare i suoi strumenti, il satellite sarà dotato di un unico pannello solare, con superficie di 21 metri quadrati.







