Nella interessante e variegata mostra dedicata a Andy Warhol, chi si ricorda ancora di Luciano Anselmino? Il giovane critico che portò a Milano l’artista statunitense ( nato a Pittsburgh il 6 agosto 1928 ) nell’ultima mostra per entrambi: 1987.
Erano gli anni della Milano da bere e il lavoro di Warhol era sui nostri tavoli di giovani grafici pubblicitari come il pane quotidiano, accanto alla gow-gum, ai layouts e ai nostri nomi travestiti da cow-boys, spuntavano come funghi, nuovi colori, nuovi tratti, nuove visioni; anni in cui la creatività lussureggiava e metteva l’America dentro al bicchiere, tanto ignorantemente da rimanerne poi affogati.
Nell’odierna mostra al Palazzo delle Stelline, in quello spazio che era il loro refettorio e che è ora uno dei più grandi spazi espositivi milanesi, sono soprattutto i ricordi che si illuminano, ricordi di chi in quegli anni era giovane e risvegliato a un mondo che non è stato poi capace di trasformare.
Il simbolo del dollaro ha prevalso e tradito la vera economia: il buon governo della Casa. Ed ha esondato tradendo, non solo la Bellezza, ma anche il nostro stesso passato.
Proprio qui, in quello che era stato il refettorio delle Stelline, si poteva un tempo sentire il profumo del vero significato che il danaro ha, quello di donare a chi ha meno, di rendere piena la vita non solo a chi riceve ma anche, e soprattutto, a chi da.
Il furente economicismo d’oggi, ha violentato anche l’Arte, che non ha più alcun potere trascendente, nessuna compassione, nessuna salvifica promessa: il mentale imperversa con l’arma carica in pugno.
Ma non escono fiori o bandiere da quell’arma, solo un grande fuoco che ha ucciso la solidarietà e quella pietà umana che ci faceva umani.
Warhol è stato, come molti, un profeta dell’oggi. I suoi “ famosi per 15 minuti” sono diventati il leaf motif del nostro quotidiano, dentro spettacoli televisivi spazzatura “l’eccesso di pena sorride” scriverebbe oggi William Blake.
“Nella mostra potrete leggere uno scritto di Pier Paolo Pasolini, altro profeta assassinato dalla nostra incapacità di assomigliare ai migliori, dove ha avvicinato l’arte di Warhol ai mosaici bizantini
Una leggerezza dorata, oggi insostenibile, come scriveva Milan Kundera e come scriveva, poco prima della sua scomparsa, Luciano Anselmino, trovato cadavere nella sua vasca da bagno, in un giorno dell’agosto 1987:
“ Nella vita ci si muove come durante un volo in aliante,
mai toccare con le ali qualcosa di più pesante dell’aria .
Si potrebbe cadere rovinosamente”.
P.S. Andy Wharol muore il 22 febbraio 1987, poco dopo il passaggio in Italia , in seguito a complicazioni per un intervento chirurgico.




