Storica svolta in Medio Oriente: Israele approva la tregua con Hamas, scatta il cessate il fuoco a Gaza.

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Unasvolta storicanel conflitto mediorientale è arrivata nella notte, al735° giorno di guerratra Israele e Hamas. Dopo mesi di bombardamenti, tensioni e crisi umanitaria senza precedenti, ilgoverno israelianoha finalmente approvato l’accordo di tregua proposto e mediato daEgitto, Qatar, Turchia e Stati Uniti, aprendo la strada a uncessate il fuoco immediatonellaStriscia di Gaza.

Secondo quanto comunicato ufficialmente da fonti governative israeliane, l’intesa prevedela cessazione di tutte le operazioni militarie ilritiro delle truppe israelianefino alla cosiddettaLinea Gialla, definita nelle mappe operative come limite provvisorio di sicurezza. Questo ritiro dovrà avvenireentro le prossime 24 ore, periodo al termine del quale Hamas sarà tenuta arilasciare tutti gli ostaggi vivi entro 72 ore.

Laprima fase dell’accordo di paceinclude anche laliberazione di circa 2.000 prigionieri palestinesi, molti dei quali detenuti senza processo da mesi o anni. Il gesto, considerato altamente simbolico, mira a ristabilire un minimo di fiducia reciproca tra le parti e ad avviare un percorso verso unapace stabile e monitorata a livello internazionale.

L’accordo, firmato giovedì mattina al Cairo, è stato reso possibile grazie allamediazione congiuntadi diversi Paesi chiave nella regione. Unatask force internazionaleverrà istituita nelle prossime ore, formata daEgitto, Qatar, Turchia e Stati Uniti, con il compito diverificare il rispetto del cessate il fuocoe garantire la sicurezza dei corridoi umanitari.

GliStati Unitihanno già annunciato l’invio di200 militari nella Striscia di Gazaper supportare logisticamente la missione di monitoraggio e assistenza. L’obiettivo, secondo il Pentagono, è garantire “un ambiente sicuro e stabile per la consegna degli aiuti e la protezione dei civili”.

L’ex presidente americanoDonald Trump, che ha avuto un ruolo attivo nella fase finale delle trattative, ha dichiarato:

“Lunedì o martedì gli ostaggi saranno liberi. È un passo decisivo verso la pace. Ora tocca ai leader delle due parti dimostrare coraggio e responsabilità.”

Le sue parole sono state accolte concauto ottimismoanche da altri leader internazionali, che vedono in questa tregua laprima vera occasione di dialogodopo due anni di scontri, distruzioni e oltre 35.000 vittime complessive, tra civili e militari.

In Italia, la notizia è stata accolta con soddisfazione. La presidente del ConsiglioGiorgia Meloniha definito l’accordo “una straordinaria notizia”, ringraziando i Paesi mediatori e sottolineando l’importanza di un impegno collettivo per la stabilità della regione.
Il ministro degli EsteriAntonio Tajaniha ribadito chel’Italia è pronta a fare la propria parte:

“Sosterremo il consolidamento del cessate il fuoco, l’invio di nuovi aiuti umanitari e la partecipazione alla ricostruzione di Gaza. In caso di creazione di una forza internazionale di pace, siamo pronti a inviare militari italiani per contribuire alla riunificazione e alla sicurezza della Palestina.”

La comunità internazionale, tuttavia, mantiene un atteggiamento diprudenza: gli analisti ricordano che tregue simili, in passato, sono durate solo pochi giorni. Ma questa volta, secondo gli osservatori, il contesto appare diverso. La pressione diplomatica, l’esaurimento militare e il peso delle perdite civili avrebbero convinto entrambe le parti dellanecessità di fermarsi.

A Gaza, le prime ore di silenzio dalle armi sono state accolte conapplausi e lacrime, mentre squadre di soccorso e organizzazioni umanitarie si preparano a distribuire cibo, acqua e medicine. Molti cittadini, dopo mesi di assedio, possono finalmente tornare a respirare, anche se la paura resta.

Il cammino verso la pace sarà ancora lungo e incerto, ma questa tregua segnaun punto di svolta: per la prima volta dopo anni di conflitto, la speranza di unaconvivenza possibiletorna a farsi spazio tra le macerie.

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