VARESE — Un’organizzazione ben strutturata, una rete di spaccio che operava nei boschi del Varesotto tra cocaina, eroina e hashish. Ma anche musica trap, video su YouTube e un’immagine pubblica coltivata tra i social e le serate live. È il doppio volto dell’indagine che ha portato all’arresto di19 persone– italiani e stranieri – accusati, a vario titolo, ditraffico di droga, estorsione e possesso illegale di armi.
Le misure cautelari sono scattate all’alba di oggi, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Varese e condotta dalla Polizia di Stato. Le operazioni si sono concentrate in diverse località della provincia, ma anche nel comasco e in parte del milanese.
Tra gli arrestati figura anche un volto noto della scena musicale locale:il frontman di una band trapche da tempo aveva una certa visibilità su piattaforme social e musicali. Secondo quanto emerso, non si limitava a raccontare lo spaccio nei testi, ma lo gestiva direttamente, coordinando alcune piazze tra i boschi del nord della provincia.
Le indagini, durate mesi, hanno documentato con intercettazioni, pedinamenti e riprese video, un’attività fiorente di vendita di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina ed eroina, nascosta tra sentieri e aree boschive usate come veri e propri mercati della droga a cielo aperto.
I clienti arrivavano in auto, parcheggiavano in punti predefiniti, poi si addentravano nel bosco dove avveniva lo scambio. Gli indagati erano spesso armati e, in alcuni casi, hanno fatto ricorso aminacce ed estorsioniper recuperare crediti legati alla droga.
Durante le perquisizioni, gli agenti hanno sequestratoarmi da fuoco, machete, bilancini di precisione, denaro contante e centinaia di dosi pronte per la vendita.Il tutto conservato tra rifugi improvvisati e abitazioni private.
Secondo gli investigatori, si trattava di una struttura gerarchica, con ruoli ben definiti: chi si occupava del rifornimento, chi della distribuzione, chi del controllo armato delle zone e chi, come il musicista arrestato, aveva anche il compito di “ripulire l’immagine” attraverso la visibilità online.
Gli arrestati sono ora in carcere o agli arresti domiciliari, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.







