Medicina a tavolo: studenti chiamati al confronto

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Il Ministero dell’Università è pronto a rivedere il sistema di accesso alla facoltà di Medicina, introducendo modifiche volte a rendere più sostenibile il percorso per gli studenti e migliorare la didattica. La proposta, illustrata daAnna Maria Berninial Consiglio nazionale degli studenti universitari (CNSU), prevede la creazione di untavolo di confronto permanentesulla riforma, con l’obiettivo di monitorare e ottimizzare il nuovo modello già a partire dal prossimo anno accademico.

Tra i punti principali discussi dal ministro c’è la possibilità diridurre i programmi d’esame, estendere la durata delle lezioni e aumentare i tempi tra la fine dei corsi e gli appelli, così da garantire maggiore spazio alla didattica e un apprendimento più completo. Bernini ha però escluso passi indietro drastici come il ritorno ai test d’ingresso tradizionali, sottolineando che l’attuale sistema può essere migliorato senza annullare le novità introdotte.

Nonostante l’apertura al dialogo, proseguono le proteste di alcune sigle studentesche come l’Unione degli Universitari (Udu), l’AdiePrimavera degli Studenti. I rappresentanti hanno criticato la gestione del semestre filtro, definendolo una “falsa soluzione” che non risolve né la carenza di personale sanitario né tutela pienamente il diritto allo studio. Secondo gli studenti, è necessariosuperare il numero chiuso, abolire il semestre filtro e prevedereinvestimenti strutturaliper garantire una formazione adeguata e sostenibile.

Il confronto al CNSU, durato oltre tre ore, ha toccato vari temi, dai rapporti con le università alle borse di studio, fino ai nuovi percorsi per gli allievi dell’Accademia di Modena. Il dibattito ha avuto momenti di leggerezza, come quando la ministra ha scherzato sul fatto di essere stata contestata in quasi tutte le università italiane, ricevendo una battuta ironica dai rappresentanti calabresi e una replica dall’Udu che ha strappato sorrisi a tutti i presenti.

Non tutti hanno accolto con favore le proposte di Bernini.Antonio Caso (M5S)ha criticato la ministra, affermando che “non servono toppe, ma un cambio radicale” e che, dopo gli attacchi gratuiti agli studenti, Bernini dovrebbe scusarsi invece di liquidare la questione con battute. La senatriceCecilia D’Elia (Pd)ha definito la situazione un “inganno consumato sulla pelle degli aspiranti medici e del Paese intero”. Anche il deputatoFrancesco Mari (Avs)ha insistito sulla necessità di una riforma parlamentare dell’accesso a Medicina, piuttosto che di interventi ministeriali parziali.

Mercoledì, inQuestion Time, e giovedì in Parlamento, Bernini parlerà della riforma dell’accesso alla facoltà, dopo aver chiarito in commissione Istruzione che “tutto è perfettibile”. La ministra ha ribadito che la riforma mira a garantire inclusività, democrazia e opportunità ai giovani, con l’obiettivo di formare più medici e monitorare i risultati alla fine del semestre.

Le lezioni sono iniziate a settembre e il 20 novembre si è svolto il primo appello con le prove diChimica, Biologia e Fisica. Solo il 22-23% degli studenti ha superato Chimica e Biologia, mentre il 10-15% ha ottenuto 18 o più in Fisica. Il secondo appello si è tenuto il 10 dicembre, con risultati attesi per il 23 dicembre. Lagraduatoria nazionale, che sarà pubblicata il 12 gennaio, permetterà l’accesso anche agli studenti con due materie sufficienti, che dovranno recuperare il debito formativo entro il 28 febbraio, termine del semestre filtro. Bernini ha ammesso le difficoltà di Fisica e ha assicurato un confronto con le università, pur rispettando la loro autonomia.

La proposta di Bernini segna un passo verso lariforma dell’accesso a Medicina, cercando di bilanciare qualità della didattica e sostenibilità per gli studenti. Tra critiche, proteste e dialogo aperto, il dibattito resta acceso, ma il ministero sembra intenzionato a portare avanti correttivi concreti senza tornare al passato, con l’obiettivo di creare un percorso più inclusivo e efficace per le future generazioni di medici.

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