Hayat Fatimi uccisa nonostante le denunce

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È stato arrestato a Roma Tariq Ei Mefedel, 46 anni, cittadino di origine marocchina, sospettato di aver ucciso la sua ex compagna, Hayat Fatimi, con numerose coltellate per strada a Foggia. L’uomo, trovato con gli abiti ancora intrisi di sangue, è stato bloccato dai carabinieri dopo un breve inseguimento a piedi. La vittima, anche lei 46enne e connazionale, lavorava come cuoca in un ristorante e aveva già denunciato l’uomo per violenze.

L’omicidio è avvenuto nella tarda serata di mercoledì, in un vicolo del centro storico, a poca distanza dall’abitazione della donna. Alcuni residenti, allarmati dalle urla strazianti provenienti dalla strada, hanno chiamato immediatamente la polizia. Quando i soccorsi sono arrivati, per Hayat non c’era più nulla da fare.

Solo pochi mesi fa, a maggio, la donna si era rivolta al centro antiviolenza “Impegno Donna”, raccontando un’escalation di comportamenti aggressivi e persecutori da parte dell’ex. Le operatrici del centro avevano aiutato Hayat a denunciare, facendo partire così la procedura d’urgenza prevista dal Codice Rosso. La procura aveva emesso una misura cautelare, ma l’applicazione concreta non era mai avvenuta: l’uomo era senza fissa dimora e quindi non era stato possibile installargli il braccialetto elettronico.

Nonostante la valutazione di “alto rischio di femminicidio” inviata alle autorità giudiziarie dal centro antiviolenza, la situazione è rimasta bloccata. L’ultimo contatto tra Hayat e le operatrici risale al 23 luglio: in quella data, riferì loro che non era ancora stato attuato alcun provvedimento concreto per la sua protezione.

Il rapporto tra i due era durato solo pochi mesi, ma sin dall’inizio l’uomo si era dimostrato aggressivo. Hayat aveva trovato la forza di troncare la relazione, ma lui aveva continuato a perseguitarla. Nonostante le denunce e le segnalazioni, la sua richiesta di aiuto non è stata ascoltata con l’urgenza e la concretezza necessarie.

Francesca Vetera, coordinatrice del centro “Impegno Donna”, ha commentato con amarezza: “Siamo sconvolte. Hayat era una donna coraggiosa, una lavoratrice, che aveva capito di trovarsi in una relazione tossica. Ha chiesto aiuto, ha denunciato, ma questo non è bastato a salvarla”.

Anche la sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, ha espresso profondo dolore e indignazione: “Questo omicidio rappresenta una sconfitta per l’intera comunità. La vittima aveva chiesto protezione, e il rischio era stato segnalato chiaramente. Il Comune si impegna ad attivare azioni concrete di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne”.

L’uomo è ora in custodia, in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Le indagini proseguono per accertare ogni dettaglio della vicenda, ma una cosa è certa: Hayat Fatimi aveva fatto tutto ciò che era in suo potere per salvarsi. Lo Stato, però, non è riuscito a proteggerla.

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