Diesel Euro 5 al bando: quanto costerà agli automobilisti e quali sono le alternative

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Sei strade per non rimanere a piedi

 La buona notizia è che lealternativeesistono, anche se ognuna ha i suoi pro e i suoi contro. Ecco tutte le opzioni sul tavolo:

  • Cambiare auto completamente resta la soluzione più ovvia ma non sempre la più accessibile. Si può puntare su unveicolonuovo– almeno Euro 6, ibrido o elettrico – oppure orientarsi sull’usato recente, dove però i prezzi stanno già lievitando per l’aumento della domanda.
  • Il sistema dellascatola nerapotrebbe essere la salvezza per molti. Con ilsistema Move-In, installando un dispositivo GPS da circa 50 euro, si può continuare a circolare anche durante i blocchi. Il limite? Massimo 9mila chilometri all’anno in Lombardia e Veneto. Perfetto per chi usa l’auto solo nel weekend.
  • Ikit retrofitrappresentano una frontiera ancora poco esplorata in Italia. Si tratta di dispositivi che riducono le emissioni installabili anche su auto esistenti, ma l’offerta è limitata e molti prodotti sono ancora in fase di omologazione.
  • Per chi vive in città,car sharing e noleggio a lungo terminestanno diventando alternative sempre più concrete. Il primo conviene a chi percorre pochi chilometri occasionalmente, il secondo offre un’auto sempre nuova con rate fisse mensili.
  • Infine, c’è sempre l’opzione di potenziare l’uso deltrasporto pubblico– dove funziona – o sfruttare incentivi statali e regionali che possono alleggerire il conto della transizione.

Il nodo dei costi: quanto pesa davvero il cambiamento

 Qui arriva il punto dolente. I numeri parlano chiaro e non sono incoraggianti per molte famiglie italiane.

  • Un’auto nuovaoggi costa mediamente tra i 15mila e i 20mila euro per un’utilitaria, ma può arrivare facilmente oltre i 30mila per modelli più spaziosi. Gliincentivi statalisono di fatto in via di definizione e in alcuni casi potrebbero essere consistenti.Qui tutto quello che sappiamo finorasull’argomento.
  • L’usato Euro 6 sembrava la via di fuga più economica, con prezzi tra 10mila e 15mila euro. Ma il mercato si sta già scaldando: troppa gente cerca la stessa cosa, e i listini stanno salendo di conseguenza.
  • IlMove-Incosta pochissimo – circa 50 euro il primo anno e 20 euro quelli successivi – ma ha il limite del chilometraggio, anche se 9mila chilometri all’anno spesso sono più che sufficienti.
  • Ikit retrofitsi muovono tra 1.400 e 3.300 euro, una via di mezzo interessante se l’omologazione decollerà davvero.
  • Noleggio a lungo termine ecar sharingpartono da 250-300 euro al mese per il primo, mentre il secondo conviene solo a chi usa poco l’auto.
  • Iltrasporto pubblicoresta l’opzione più economica – 300-500 euro l’anno per un abbonamento urbano – ma funziona solo dove il servizio c’è e funziona bene.Federcarrozzieri: “Sarà un effetto tsunami”
  • L’allarme arriva anche dalle autocarrozzerie italiane, che vedono nero per il prossimo autunno. Secondo Federcarrozzieri, lo stop ai diesel Euro 5 “causerà un effettotsunamisul mercato dell’automotive portando a enormi rincari dei prezzi delle autovetture a tutto danno degli automobilisti delle 4 regioni”.
  • I numeri che presenta l’associazione sono impressionanti: oltre1,3 milioni di veicolidiventeranno “fuorilegge” dal 1° ottobre, impossibilitati a circolare nei giorni feriali dalle 8:30 alle 18:30 nei grandi comuni. “Si tratta di auto non certo datate o obsolete – sottolinea Federcarrozzieri – immatricolate tra il 2009 e il 2015, anno in cui si passò allo standard Euro 6”.
  • La previsione è di un mercato in tilt: “La maggiore domanda di vetture a norma farà schizzarealle stelle i prezzi dell’usato, e anche ilistini delnuovosubiranno ritocchi al rialzo”. Un quadro già compromesso dal caro-energia e dalla guerra in Ucraina: il prezzo medio di un’automobile in Italia è schizzato dai 21mila euro del 2019 ai 29.300 del 2024, con una crescita del 39,5%.
  • “In Italia abbiamo il parco auto circolante più vecchio d’Europa, e nessun governo è intervenuto con efficaci politiche di incentivazione – conclude il presidente Galli -. A fronte di misure fortemente restrittive,il governo deve ora riconoscere incentivi e sussidia chi passa a una autovettura ecologica”.
  • La diagnosi dell’esperto: “Un sistema in tilt”

  •  Sull’anzianità delle vetture italianeinsiste anche Gianluca Pellegrini, direttore di Quattroruote: “L’Italia ha uno dei parchi auto più vecchi e numerosi d’Europa, con oltre 41 milioni di veicoli in circolazione”. Ospite diTgcom24il giornalista va dritto al cuore del problema: “Prima della pandemia un’auto nuova costava mediamente 19mila euro, oggi siamo a 30mila. Il problema è che il potere d’acquisto non è cresciuto allo stesso ritmo”.
  • Secondo Pellegrini, il blocco dei diesel Euro 5 rischia di trasformarsi in unatagliola sociale: “Chi non ha mezzi per rinnovare l’auto resta escluso dalla mobilità. Servono politiche di lungo periodo che accompagnino il rinnovo del parco auto, non provvedimenti dell’ultimo minuto che penalizzano chi già fatica ad arrivare a fine mese”.
  • Il direttore punta il dito contro quella che definisce “cultura dell’emergenza“: “Continuiamo a rimandare e poi ci troviamo a gestire situazioni esplosive. Il tema ambientale è sacrosanto, ma non può diventare un costo insostenibile per milioni di famiglie”.

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