Greenpeace in protesta davanti al Parlamento: “Basta allevamenti intensivi, il tempo è scaduto!”

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Una scena insolita ha catturato l’attenzione dei passanti e dei parlamentari davanti aMontecitorio: unmaiale gigante in cartapestaè stato posizionato nel cuore politico di Roma daGreenpeace Italia, accompagnato da uno striscione dal messaggio inequivocabile:“Onorevoli, non potete più ignorarmi!”. Con questa azione di forte impatto visivo, l’organizzazione ambientalista ha voluto rilanciare l’urgenza di discutere la proposta di legge“Oltre gli allevamenti intensivi”, presentata alla Cameraoltre un anno fae da allora bloccata inCommissione Agricoltura.

Il cuore della protesta

La mobilitazione non si è limitata alla coreografia simbolica del maiale gigante: decine di attivisti si sono alternati con interventi e cartelli, sottolineando comegli allevamenti intensivi siano tra i principali responsabili della crisi climatica, contribuendo in modo significativo alle emissioni di gas serra, alla deforestazione e all’inquinamento delle acque.“Non possiamo più permetterci un modello produttivo che devasta ambiente, salute e biodiversità”, ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile della campagna agricoltura di Greenpeace Italia.

Perché dire basta agli allevamenti intensivi

Secondo i dati condivisi dagli ambientalisti,gli allevamenti intensivi sono responsabili di circa il 70% delle emissioni di ammoniaca in Italia, gas che contribuisce alla formazione di polveri sottili dannose per la salute. Inoltre,l’80% della soia importata in Europaè destinata alla produzione di mangimi per animali, generando deforestazione in paesi come ilBrasilee l’Argentina.

Un altro aspetto poco conosciuto ma fondamentale è il consumo di acqua: produrre un solo chilo di carne bovina richiede fino a15.000 litri d’acqua, mentre allevamenti sovraffollati generano tonnellate di deiezioni che finiscono nei fiumi, causando danni agli ecosistemi acquatici.

Una legge ferma da oltre un anno

La proposta “Oltre gli allevamenti intensivi”, redatta daGreenpeace, insieme aWWF Italia,Lipu,Terra!eISDE – Medici per l’Ambiente, mira a unatransizione agroecologica, riducendo progressivamente il ricorso agli allevamenti intensivi e incentivando pratiche sostenibili, come l’allevamento all’aperto, la rotazione dei pascoli e la tutela del benessere animale.

Nonostante il sostegno di numerose associazioni e cittadini, il testo rimane ancora senza data certa per la discussione parlamentare, suscitando preoccupazione tra gli attivisti che temono uninsabbiamento definitivo.

Curiosamente, proteste simili si sono già svolte in altri paesi europei: nel2022, Greenpeace ha organizzato un’azione quasi identica davanti al Parlamento tedesco, mentre inFranciadiverse associazioni hanno ottenuto il bando parziale degli allevamenti intensivi in aree a rischio ambientale.

Greenpeace ha dichiarato che questa protesta è solo l’inizio di una campagna di pressione che coinvolgeràpiazze, social network e petizioni online, per costringere il Parlamento italiano a prendere posizione su una questione che tocca ambiente, salute pubblica ed etica animale.“La transizione agroecologica è inevitabile, ma dobbiamo accelerare. E il primo passo è discutere questa legge”, ha concluso Ferrario

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