Relazione Copasir: Allarme Sicurezza tra Destra Radicale e Attivismo Antagonista
IlCopasir(Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica), nella sua ultima Relazione annuale al Parlamento, ha lanciato un chiaro allarme sulla sicurezza interna. Al centro delle preoccupazioni dell’intelligence italiana c’è il rischio di unacrescente conflittualità tra opposti schieramenti politici, alimentata da temi polarizzanti come le politiche migratorie e le crisi internazionali.
Il rischio di escalation e la “remigrazione”
Secondo il documento del Copasir, la forte insistenza delladestra radicalesul concetto di “remigrazione” rischia di innescare una pericolosa escalation di tensioni. L’intelligence teme soprattutto per la tenuta dell’ordine pubblico in occasione di eventi e manifestazioni in piazze caratterizzate da una storica contropresenza di gruppi politicamente avversi.

Migranti e attivismo antagonista: l’analisi dell’Aisi
A confermare questo quadro complesso è statoBruno Valensise, Direttore dell’Aisi(Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna), durante l’audizione dell’11 giugno 2025. Valensise ha sottolineato come la questione migratoria continui a essere un pilastro dell’attivismo antagonista.
Le piazze registrano infatti continue iniziative di protesta rivolte contro:
- I provvedimenti governativi per il contenimento degli ingressi irregolari.
- La gestione delle attuali emergenze umanitarie.
La questione palestinese come “catalizzatore” sociale
Un altro elemento di forte preoccupazione per la sicurezza interna è rappresentato dal conflitto in Medio Oriente. Il Direttore dell’Aisi ha evidenziato come lacausa palestinesesi sia trasformata in un “potente catalizzatore dell’attivismo antagonista”.
Non si tratta solo di solidarietà internazionale, ma di una vera e propriacornice simbolica e ideologicacapace di:
- Aggregare realtà molto diverse sotto la bandiera dell’opposizione “all’imperialismo e alla guerra”.
- Saldare diverse aree di contestazione in una mobilitazione trasversale.
- Attrarre fasce sociali caratterizzate da pulsioni legate a condizioni di disagio ed emarginazione.
Il monitoraggio sull’estremismo endogeno: il caso di Milano
L’attenzione dell’Aisi rimane massima sui profili di minaccia legati ai fenomeni diestremismo endogeno. Le dinamiche sociali in atto, fortemente influenzate dall’evoluzione dello scenario internazionale, possono infatti sfociare in violenza.
A testimonianza di questo rischio, la Relazione cita i disordini e le aspre contestazioni avvenute il22 settembre 2025durante una manifestazione pro-Palestine aMilano. L’evento, organizzato secondo fonti aperte dai sindacati di base USB, rappresenta un campanello d’allarme sulle capacità di aggregazione e mobilitazione di questi gruppi eterogenei.







