Rappresentanti del mondo agroalimentare, dalle piccole alle grandi imprese, studenti e accademici, tutti insieme presenti alla festa per i 20 anni dell’Università di Scienze Gastronomichea Pollenzo giovedì 30 maggio.
Questa occasione è stata motivo per lanciare ufficialmente la raccolta firme per provare a far inserire l’educazione alimentare nelle materie curriculari della scuola dell’obbligo. Iniziativa lanciata con la speranza di raccogliere circa un milione di firme.
A rilanciare l’appello sono anche gli altri 3 atenei piemontesi: l’Università di Torino, Politecnico e Università del Piemonte orientale.
Come scrive Carlo Petrini, questa iniziativa è stata promossa e lanciata nel 2004, dall’associazione internazionale Slow Food, con la collaborazione di Emilia Romagna e Piemonte. L’università di Scienze Gastronomiche è stata la prima, e per ora l’unica università al mondo dedicata interamente allo studio del cibo.
Ed è proprio a Pollenzo che le scienze gastronomiche hanno ottenuto la loro dignità accademica. Infatti, come ricorda Petrini, i laureati gastronomi sarebbero addirittura 3800 in vent’anni di attività, e il 45% di questi provenienti da 101 paesi del mondo.
Ragazzi, nonché professionisti, in grado di capire e collegare le esigenze del mondo produttivo con una conoscenza del cibo che possa rispondere a tutte le esigenze economiche, sociali, ambientali e soprattutto climatiche.
Petrini inoltre afferma: “La sfida dei prossimi anni sarà quella di superare le divisioni, di lavorare sulla condivisione e la cooperazione. Se non andiamo oltre la logica della competitività, se non consideriamo il settore alimentare come un bene comune, non saremo in grado di affrontare questo lungo periodo di transizione. Il cambio di paradigma necessario dei nostri comportamenti è all’ordine del giorno: o intraprendiamo questa strada in maniera armonica con la natura e tra di noi, o la situazione diventerà irreparabile”.
Carlo Petriniha rivolto alle realtà più importanti e imponenti della produzione agroalimentare italiana un vero e proprio appello, affinché possano diffondere la loro potenzialità culturale e politica, sostenendo l’appello “Col cibo si educa, col cibo si cambia”.







