Terremoti a Santorini: dichiarato lo stato di emergenza

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L’isola greca di Santorini, una delle mete turistiche più iconiche del Mediterraneo, è stata colpita da una serie di scosse sismiche che hanno spinto il governo di Atene a dichiarare ufficialmente lo stato di emergenza, consentendo così alle autorità locali di accedere con maggiore rapidità alle risorse statali necessarie per far fronte alla situazione. Il terremoto più forte, dimagnitudo 5.2, è stato registrato nella serata di mercoledì 5 febbraio,seguito da almeno sette ulteriori scossedi magnitudo superiore a 4.0 nella prima mattinata di giovedì 6 febbraio, secondo i rilevamenti effettuati dall’Istituto geodinamico di Atene.

Il portavoce del governo, Pavlos Marinakis, ha confermato che l’intervento delle autorità è stato immediato e ha visto la mobilitazione congiunta dei Vigili del Fuoco, della Polizia, della Guardia Costiera, delle Forze Armate e dei Servizi medici di emergenza, i quali hanno inviato sull’isola personale aggiuntivo e attrezzature specializzate per supportare le operazioni di messa in sicurezza del territorio. Nonostante i terremoti abbiano provocato danni strutturali minimi e non si siano registrati feriti, il ripetersi delle scosse ha generato un’ondata di paura tra la popolazione locale, portando all’evacuazione di migliaia di persone.

Dall’inizio dello sciame sismico, oltre 11mila residenti e lavoratori stagionali hanno lasciato l’isola per raggiungere la terraferma, sfruttando collegamenti straordinari via mare e via aerea predisposti dalle autorità per facilitare l’esodo. La chiusura preventiva delle scuole in più di una dozzina di isole dell’arcipelago delle Cicladi, disposta fino a venerdì 7 febbraio, ha spinto numerose famiglie con bambini a lasciare temporaneamente Santorini in attesa che la situazione si stabilizzi. Secondo Efthymios Lekkas, capo dell’autorità greca per la pianificazione e la protezione dai terremoti, almeno cinque aree dell’isola presentano un elevato rischio di frane, rendendo necessario un attento monitoraggio delle condizioni del suolo per evitare possibili cedimenti.

Gli esperti dell’Istituto di ricerca geodinamica di Atene hanno sottolineato che l’attuale attività sismica, sebbene intensa e persistente,non è legata a fenomeni di natura vulcanica, escludendo quindi un possibile collegamento con il vulcano sottomarino che si trova nei pressi dell’isola. Tuttavia, i sismologi non sono ancora in grado di prevedere con certezza quando l’attività cesserà completamente, sebbene abbiano osservato un progressivo calo nell’intensità delle scosse. Athanassios Ganas, direttore dell’istituto, ha dichiarato alla televisione di Stato greca ERT che, nonostante una parziale riduzione dell’energia sismica, la situazione rimane instabile e necessita di un monitoraggio costante.

Dal 26 gennaio, infatti, l’area che comprende Santorini e le vicine isole di Amorgos, Anafi e Ios è stata interessatada oltre 6mila scosse, rendendo questa sequenza sismica una delle più significative degli ultimi anni nel Mar Egeo. Fortunatamente, il periodo dell’anno ha limitato l’impatto del terremoto sull’industria turistica, dal momento che il flusso di visitatori stranieri sull’isola è minimo durante i mesi invernali. Tuttavia, le agenzie di viaggio europee stanno monitorando attentamente la situazione in vista della primavera, quando Santorini tornerà a essere una delle destinazioni più richieste, avendo attratto nel solo 2023 circa 3,4 milioni di turisti.

Per il momento, le autorità invitano i residenti e le persone ancora presenti sull’isola a seguire con attenzione le indicazioni della Protezione Civile e a mantenere la massima prudenza in caso di nuove scosse. Nel frattempo, l’evacuazione prosegue, mentre ingegneri e tecnici specializzati sono al lavoro per valutare eventuali danni agli edifici e alle infrastrutture. L’evoluzione della situazione sarà determinante per capire se e quando la popolazione potrà tornare alla normalità.

 

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