Un barbecue improvvisato in un’abitazione privata di Fabbrico, nella Bassa Reggiana, si è trasformato in un vero incubo per sei giovani. Tutto è accaduto nella notte tra sabato e domenica, quando un gruppo di amici, di età compresa tra i 23 e i 26 anni, ha deciso di utilizzare la carbonella per riscaldare una stanza. L’idea, pericolosa e purtroppo comune, ha generato esalazioni di monossido di carbonio, che hanno rapidamente intossicato i ragazzi, causando allarme tra parenti e vicini.
L’allarme è scattato intorno a mezzanotte, grazie all’intervento tempestivo di un padre preoccupato, che ha chiamato immediatamente i soccorsi. Sul posto sono giunti i mezzi del 118, i vigili del fuoco di Luzzara e i carabinieri di Campagnola, che hanno constatato la gravità della situazione e hanno immediatamente trasportato i sei giovani al pronto soccorso dell’ospedale di Guastalla. Cinque di loro, ritenuti più esposti alle esalazioni, sono stati poi trasferiti all’ospedale di Fidenza, dove sono stati sottoposti a trattamento in camera iperbarica, una procedura essenziale per eliminare rapidamente il monossido di carbonio dal sangue e ridurre il rischio di danni permanenti.
Fortunatamente, nessuno dei ragazzi è in pericolo di vita, ma l’episodio mette in evidenza i rischi legati all’uso improprio di carbonella o apparecchi a combustione in ambienti chiusi. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i ragazzi avevano sistemato la carbonella all’interno della stanza per scaldare l’ambiente, senza considerare che la combustione produce monossido di carbonio, un gas inodore e altamente tossico che può provocare gravi conseguenze anche in pochi minuti.
L’episodio ha generato preoccupazione nella comunità locale e nei familiari dei giovani coinvolti, che hanno raccontato il momento concitato in cui la situazione è diventata evidente: i ragazzi avvertivano nausea, mal di testa e difficoltà respiratorie, sintomi tipici dell’intossicazione da monossido. L’intervento immediato dei soccorsi e la decisione di trasferire cinque di loro in camera iperbarica hanno certamente contribuito a evitare conseguenze più gravi.
I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l’abitazione e ribadito l’importanza di non usare mai carbonella o stufe a combustione in locali chiusi senza ventilazione. L’episodio serve da monito: il monossido di carbonio è un killer silenzioso, e la prevenzione resta l’unico modo per evitare tragedie.
Al momento, i sei giovani stanno seguendo i protocolli di sicurezza e di monitoraggio in ospedale, mentre le autorità locali invitano tutti i cittadini a prestare attenzione e a rispettare le norme di sicurezza domestica, soprattutto durante l’inverno, quando la tentazione di riscaldare gli ambienti con metodi improvvisati aumenta.







