Carabinieri Nas nelle mense italiane: 225 violazioni amministrative e penali

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Negli ultimi giorni, una serie di ispezioni condotte dai Nas (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità) ha messo in luce graviirregolarità in numerose mense scolastiche italiane, sollevando preoccupazioni per la sicurezza alimentare e l’igiene nelle strutture che si occupano della ristorazione per bambini e ragazzi. Questi controlli sono stati avviati a livello nazionale in concomitanza con l’inizio del nuovo anno scolastico, come parte di una vasta campagna volta a verificare il rispetto delle normative di sicurezza alimentare nelle scuole di ogni ordine e grado. L’iniziativa è stata promossa dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, in collaborazione con il Ministero della Salute, con l’obiettivo di garantire che le mense scolastiche siano sicure, igieniche e conformi alle normative vigenti. Nel corso delle ispezioni, che hanno coinvolto oltre 700 mense scolastiche in tutta Italia, sono emerse numerose violazioni riguardanti sia l’aspetto igienico-strutturale delle strutture, che la qualità e la sicurezza dei pasti somministrati agli studenti.  

Tra le irregolarità riscontrate, sono state segnalate gravicarenze in termini di igiene,con la presenza di insetti e escrementi di roditori in alcune mense, condizioni che non solo rappresentano un serio rischio per la salute dei bambini, ma che violano anche le normative sanitarie previste per i locali destinati alla preparazione dei pasti. In molti casi, sono state riscontrate evidentimancanze di autorizzazioni necessarieper l’esercizio della refezione scolastica, con strutture che operavano senza le dovute licenze o permessi. Un altro elemento preoccupante che è emerso dai controlli riguarda la qualità e la quantità dei pasti serviti. In diverse mense, sono stati rilevatipasti insufficienti sotto il profilo nutrizionale, sia per quanto riguarda le porzioni che la varietà e la composizione degli alimenti. In particolare, è stato sottolineato che le mense non sempre rispettavano i requisiti minimi previsti per garantire un’alimentazione sana e bilanciata agli studenti, con pasti che non soddisfacevano gli standard di quantità e qualità richiesti dalla normativa. Un altro punto cruciale emerso dagli accertamenti riguarda latracciabilità degli alimenti.In molte mense, infatti, è stato riscontrato che non vi era alcuna documentazione che garantisse la provenienza degli ingredienti utilizzati per la preparazione dei pasti. La tracciabilità alimentare è un aspetto fondamentale per garantire la sicurezza dei cibi e per prevenire rischi legati alla contaminazione o alla somministrazione di alimenti scaduti o non idonei al consumo. Inoltre, in diverse situazioni, è emersa l’assenza di informazioni riguardanti la presenza di allergeni nei pasti somministrati, una carenza che potrebbe esporre gli studenti a gravi rischi in caso di allergie alimentari.

Nel complesso, durante le ispezioni, sono state riscontrate 225 violazioni amministrative e penali, con l’applicazione di sanzioni pecuniarie per un totale di 130.000 euro.Tuttavia, per i casi più gravi, le conseguenze sono state decisamente più severe: cinque gestori di mense scolastiche sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per le irregolarità riscontrate. Inoltre, sono stati disposti il sequestro di punti cottura, dispense e circa 350 kg di alimenti ritenuti non idonei al consumo. Si trattava dicibo in cattivo stato di conservazione, senza tracciabilità, scaduto o privo di etichettatura corretta, il cui valore complessivo è stato stimato intorno ai 5 milioni di euro.  Alcuni casi specifici hanno suscitato particolare attenzione. A Treviso, ad esempio, è stato posto sotto sequestro un centro educativo per l’infanzia che gestiva bambini di età compresa tra i 2 e i 6 anni. La struttura operava senza le necessarie autorizzazioni per la gestione della refezione scolastica, mettendo a rischio la sicurezza alimentare dei piccoli utenti. A Pescara, invece, in un asilo nido è stata disposta l’immediata sospensione di tutte le attività di manipolazione e somministrazione degli alimenti a causa di gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali dei locali. Le condizioni in cui venivano preparati i pasti erano tali da rendere la struttura inidonea a garantire la sicurezza alimentare degli ospiti. Infine, a Caserta, il titolare di una ditta incaricata del servizio di fornitura vitto per le mense scolastiche è stato denunciato per frode nelle pubbliche forniture, accusato di aver fornito alimenti di scarsa qualità e non conformi agli standard previsti dalla legge.

L’operazione di controllo dei Nas ha messo in evidenza come, nonostante gli sforzi delle autorità per garantire la sicurezza alimentare nelle scuole, esistano ancora numerosi casi di non conformità chepotrebbero compromettere la salute degli studenti.Questo evidenzia l’importanza di un monitoraggio continuo delle mense scolastiche e della necessità di interventi tempestivi per garantire che tutte le strutture rispettino gli standard igienico-sanitari e nutrizionali richiesti dalla legge. La campagna di controlli, che proseguirà nei prossimi mesi, ha l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni e i gestori delle mense scolastiche sull’importanza di rispettare le normative in materia di sicurezza alimentare, garantendo a tutti gli studenti un servizio di refezione sicuro, sano e conforme alla normativa.

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