Un episodio controverso ha animato il fine settimana a Campobasso, durante le festività natalizie. Sulla pista di pattinaggio allestita davanti al Municipio, inserita nel cartellone degli eventi promosso dall’amministrazione comunale, è risuonata dagli altoparlanti la canzone“Faccetta nera”, brano simbolo del regime fascista. La presenza della canzone ha subito suscitato indignazione tra i presenti, in particolare tra i genitori e i giovani frequentatori della pista, molti dei quali hanno filmato l’episodio e condiviso il video sui social, dove è diventato virale in poche ore.
Il caso ha sollevato polemiche politiche e sociali immediate. Matteo Fallica, segretario del circolo cittadino di Sinistra Italiana, ha definito quanto accaduto un “episodio gravissimo“, sottolineando come la diffusione di un brano associato al fascismo in un luogo pubblico frequentato da ragazzi sia del tutto inaccettabile.
Il gestore privato della pista, responsabile della selezione musicale, ha prontamente pubblicato un messaggio di scuse sui social: “Siamo mortificati per l’accaduto – ha scritto –. La canzone è uscita da una playlist di YouTube non voluta da noi e nella confusione non ce ne siamo accorti. Ci scusiamo con tutti per l’accaduto“. L’episodio, secondo quanto dichiarato dal gestore, sarebbe stato del tutto involontario e frutto di una svista legata all’utilizzo di playlist preimpostate.
Nonostante le scuse, la vicenda ha aperto un dibattito più ampio sul controllo dei contenuti musicali durante eventi pubblici e sulla sensibilità verso simboli storici problematici, soprattutto in contesti frequentati da minori. La diffusione involontaria di un brano legato al fascismo in un luogo pubblico ha messo in luce come sia fondamentale una maggiore attenzione nella selezione dei contenuti, anche in contesti apparentemente festivi e innocui.
Le autorità cittadine non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma l’episodio ha già trovato ampio spazio sui social, con molti cittadini che hanno espresso indignazione, mentre altri hanno minimizzato, considerando l’evento come un semplice errore tecnico.
In ogni caso, il video e le polemiche hanno contribuito a riportare l’attenzione su temi storici delicati e sulla necessità di educazione alla memoria, anche in contesti ludici e ricreativi. L’evento di Campobasso rimarrà probabilmente nei ricordi di molti, non per le attrazioni natalizie, ma per l’imbarazzante intermezzo musicale che ha diviso l’opinione pubblica e sollevato riflessioni sul controllo dei contenuti nei luoghi pubblici.







