Bonaccini analizza il voto: “Chi ha studiato meno sceglie Meloni e Vannacci”.

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Scontro Bonaccini-Meloni: “Chi vota a destra ha studiato poco”. Poi il dietrofront

Il problema del Pd, a quanto pare, sono gli elettori. Se la sinistra fatica nelle urne, non è per un’offerta politica debole o per alleanze poco credibili. Il motivo, secondo la raffinata analisi diStefano Bonaccini, è che i cittadini “hanno studiato poco”.
L’uscita del presidente del Pd ed europarlamentare, intervenuto ad Albenga per delineare il programma del campo largo in vista delle elezioni politiche del 2027,ha scatenato un’immediata bufera politica, culminata con la dura reazione del premierGiorgia Meloni. Ma andiamo con ordine.

La frase della discordia: “Il voto di chi ha poco studiato”

Tutto nasce da un’analisi di Bonaccini sul consenso alle destre in Occidente. Ai microfoni diIvg, l’ex governatore dell’Emilia-Romagna ha accomunato “il voto al primo Trump, alla Brexit, in Germania a destra, alla Le Pen, in Italia a Meloni, Salvini e forse a Vannacci”. Poi la sentenza:“È il voto di chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne delle città e di chi sta peggio economicamente”.
Un cortocircuito perfetto. Nello stesso respiro in cui chiede al Pd di recuperare il voto di operai e periferie, Bonaccini etichetta quella stessa platea come poco istruita e facile preda di chi “parla alla pancia”. Più che una strategia per riconquistare consensi, sembra l’alibi di una sinistra che non sa spiegarsi perché chi lavora e fatica non si senta più rappresentato. Non basta invocare la “difesa della sanità e dell’istruzione” se la premessa è considerare l’elettore avversario un ignorante da rieducare.
Bonaccini analizza il voto: “Chi ha studiato meno sceglie Meloni e Vannacci”.

La replica di Giorgia Meloni: “Noi rispettiamo gli italiani”

Lo “scivolone” non è passato inosservato. La risposta di Giorgia Meloni è arrivata netta, colpendo esattamente il vizio di classismo elettorale della sinistra.
“In una illuminata lezione, Bonaccini ci spiega che milioni di italiani votano a destra perché hanno studiato poco”, ha ironizzato la premier.“Quelli che votano per loro sono cittadini colti, consapevoli e intelligenti, mentre quelli che votano per noi sarebbero ignoranti da compatire”.
La leader di Fratelli d’Italia ha poi ribaltato la prospettiva: gli italiani votano a destra perchéhanno provato sulla loro pelle i fallimenti della sinistra(periferie dimenticate, insicurezza, lezioni di morale).“Quegli italiani votano a destra perché noi non chiediamo loro quanti titoli di studio abbiano prima di ascoltarli. Li rispettiamo”, ha concluso Meloni.

La retromarcia: “Frase estrapolata, la sinistra si tolga la puzza sotto il naso”

Travolto dalle polemiche, il presidente del Pd ha tentato di correggere il tiro. Intervenuto aCoffee Breaksu La7 e in un successivo video sui social, Bonaccini ha parlato di“frase estrapolata da un ragionamento più complessivo”.
La sua difesa si basa su due punti. Il primo è il contrattacco: per l’eurodeputato dem, la destra ha montato la polemica ad arte per“non rispondere del declino economico e sociale in cui versa il Paese”(citando caro vita, crisi della sanità pubblica e fuga dei giovani).
Il secondo punto è una contestualizzazione sociologica:“Non volevo offendere nessuno”, ha precisato Bonaccini, spiegando di aver solo fatto una fotografia del fatto che le classi popolari oggi votano a destra, e che questo rappresenta“un problema per la sinistra”.
Da qui, l’appello finale in vista della vera sfida del prossimo anno:“La sinistra si tolga la puzza sotto il naso. Non diventi mai populista, ma certamente più popolare. Diamoci da fare per conquistare, di più e meglio, il voto di chi ha meno”. Resta da vedere se, dopo aver dato loro dei poco istruiti, quegli elettori saranno ancora disposti ad ascoltare.

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