Il clone più famoso della storia, la pecora Dolly, nel 1996 prese il nome da Dolly Parton. L’idea fu degli scienziati del Roslin Institute in Scozia che, goliardicamente ispirati dall’esuberanza della cantante, vollero omaggiare la loro vittoria scientifica con un sorriso. Sì perché il marchio di fabbrica di Dolly Parton era il sorriso. Sapeva ridere di sé, senza prendersi troppo sul serio, leggera e scanzonata. Ha saputo vincere la battaglia delle apparenze per affermare il suo indiscusso talento.
Un metro e cinquanta. Ingombranti parrucche biondo platino, tacchi a spillo, seno prorompente e abiti glamour. Da bambina aveva preso ispirazione da una donna per strada: fianchi procaci ondeggiavano su tacchi vertiginosi, capelli cotonati, unghie laccate e trucco eccessivo, questi i tratti della passeggiatrice. Agli occhi dei passanti, compresa la madre di Dolly, questa donna suscitava indignazione e volgarità. Tutti la definironotrash.Spazzatura. Ma tant’è, a Dolly piaceva moltissimo…“da grande voglio essere proprio così”,pensò. Una meravigliosa spazzatura. Esplosiva, morbida, abbondante. Proprio come quella passeggiatrice del Tennessee. Ma dietro quell’apparenza glitterata da bambolona si nascondeva (neanche troppo) una sagace mente imprenditoriale. Dichiarava di non essere per niente indispettita dal successo di Whitney Houston perché il suo cavallo di battaglia,I will always love you, era una canzone sua. Whitney aveva conferito al testo un colorito potente, con la sua indimenticabile voce di velluto, consegnando la canzone ad un successo planetario, quando le fu ceduta nel 1992 per il filmGuardia del corpo,ma pochi sapevano che Dolly Parton l’avesse scritta e cantata prima di lei. Correva l’anno 1973 e all’epoca era una ballata country che, al ritmo triste e incalzante di chitarra, piacque di meno. Poco importa, diceva,“io incasso i soldi”e tanto bastava per farsi una sana risata.
“Non mi sento offesa da tutte le barzellette sulle bionde stupide perché so che non sono stupida… e so anche che non sono bionda”.
L’infanzia e il successo
Dolly nasce poverissima, nel cuore del Tennessee. Quarta di dodici figli, sullo sfondo agreste dei monti Appalachi, vive con un padre analfabeta, mentre la madre le insegna le ballate religiose. In Chiesa scopre il suo talento per il canto. Le sue origini povere non la scoraggiano e ben presto, non appena completa gli studi, si trasferisce a Nashville, in cerca di fortuna nello show business. La svolta arriva grazie al sodalizio artistico con Porter Wagoner, con cui costituisce un duo musicale, che ottiene un discreto successo di pubblico, fino alla rottura nel 1974. È per lui, a mo’ di saluto, che scriveI will always love you.Da solista viaggia meglio.Jolenela consacra alla vera fama. È la struggente storia di una donna che si rivolge ad un’altra donna, supplicandola di non portarle via il marito. Molte e diversificate saranno le cover di questa canzone, destinate anch’esse ad avere un’enorme risonanza, dalla versione rock di Jack White a quella country-pop di Beyoncé.
Il cinema
A suo agio sotto i riflettori, negli anni ’80 Dolly lavora instancabilmente nel mondo del cinema. Il suo debutto cinematografico avviene accanto a Jane Fonda inDalle 9 alle 5…orario continuato, film che le vale una candidatura ai Golden Globe e per il quale scrive la colonna sonora (il singolo9 to 5).
Seguono altre pellicole:Il più bel casino del Texas, Jack colpo di fulmine, Nick lo scatenato, Fiori d’acciaio.
La filantropia
Dolly non ha mai rinnegato le sue umili origini. Consapevole dell’importanza di un’istruzione scolastica, si è battuta per tutta la vita per favorire l’alfabetizzazione nei contesti sociali meno abbienti. Attraverso la sua personale fondazione, laFondazione Dollywood,ha istituito il programma“Dolly Parton’s Imagination Library”,dedicandolo a suo padre: un uomo che non sapeva né leggere né scrivere.
Forte il suo sostegno alla comunità LGBTQ+, per il quale ha sempre rivendicato mediaticamente il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso, prendendo posizione anche a favore della comunità trans.
Infine, Dolly ha finanziato la ricerca scientifica in favore del Covid-19 con cospicue donazioni alla Vanderbilt University del Tennessee per lo sviluppo del Vaccino Moderna. In tempo di pandemia, è stata una delle prime persone a vaccinarsi e le sue donazioni continuarono nel 2022 a sostegno della salute dei bambini, lasciando un’eredità inaspettata e sorprendente nel mondo della medicina.
Le numerose collaborazioni
È straordinariamente prolifica la carriera artistica di Dolly Parton: 11 Grammy vinti, oltre 200 album pubblicati, concerti in tutto il mondo, tantissime apparizioni televisive e numerose collaborazioni. Alcune finanche in casa nostra, in Italia. I Maneskin duettarono con lei nel 2023 in un’altra versione diJolenein cui Dolly cedette la voce principale al leader Damiano e lei si limitò a cantare i cori di sottofondo. E poi ancora Kenny Rogers, Miley Cyrus, Norah Jones, Taylor Swift, Sabrina Carpenter, Mick Jagger.
Il decesso
Si era fermata a maggio, annunciando progetti futuri, ma sempre col sorriso sulle labbra. Aveva cercato di tenere lontana dai riflettori la sua malattia, con estrema discrezione. Si è spenta a Nashville il 25 agosto 2026.
L’America perde la sua regina del Country, ma l’umanità perde una donna unica, generosa, gentile, esempio di emancipazione femminile per tante donne.“Ci vogliono un sacco di soldi per sembrare così poco costosa”, diceva. Scherzava su quell’ariacheap.L’ha sempre fatto. Anche quando, agli inizi della sua carriera, i manager discografici le consigliavano di vestirsi in modo più sobrio ed elegante, pena il non essere presa sul serio. L’ironia pungente, l’intelligenza leggera, l’attitudine sexy, lo spirito imprenditoriale hanno insegnato alle bambine di tutto il mondo che si può essere tutto: leggera e seria, povera e ricca, bella e spiritosa. L’eredità più grande che ci lascia Dolly Parton è che non esiste un limite alla propria strabordante personalità. Bisogna esagerare. Perché“più i capelli sono alti, più si è vicini a Dio”.




