Dramma politico-familiare in Spagna. Lunedì prossimo, 29 aprile, Benito Sanchez, primo ministro socialista del governo spagnolo, comunicherà se rassegna o meno le dimissioni dal suo incarico. I rumors di oggi davano pressoché per certe le dimissioni. Sanchez Ha fatto quest’annuncio con una lettera pubblicata ieri sul suo profilo fb. La riflessione su una così grave decisione – ha scritto Sanchez – “si è resa necessaria” dopo “le denunce di corruzione e traffico di informazioni”, di cui è stata fatta oggetto sua moglie Begonia Gomez e su cui la magistratura madrilena ha aperto un’inchiesta.
Ad accusare la moglie del premier spagnolo è stato un sindacato di destra, dietro il quale c’è il leader del partito neofascista spagnolo Alberto Ferijo, sodale di Giorgia Meloni. Alla signora Begonia si imputa di aver intrattenuto rapporti con l’amministratore delegato unico della società di volo Air Force spagnola.. Alla quale il Governo Gomez ha dato un prestito di 475 milioni di euro, per salvarla dal fallimento che avrebbe fatto perdere il lavoro a migliaia di dipendenti di quella compagnia di volo. Sanchez difende a spada tratta la correttezza e l’onorabilità di sua moglie, tant’è che non ha esitato a scrivere nella succitata lettera: “Mia moglie è colpevole non perché abbia fatto qualcosa di illegale, ma perché è mia moglie”.
Intanto una prima pronuncia a favore di Sanchez si è avuta l’altro ieri da parte dell’Ufficio Statale Spagnolo per i Conflitti in tali materie, che non ha ha riscontrato nulla di illecito in ciò che il governo ha fatto.
Di questo ha preso atto il Partito Popolare, ma non la destra che sta orchestrando una vera e propria campagna scandalistica.




