Barbara La Rosa, portavoce diFederazione Italia, rivolge un appello diretto al ministro delle Infrastrutture e dei TrasportiMatteo Salvini, chiedendo l’immediata emanazione del decreto ministeriale previsto dall’articolo 208, comma 5-bis, del Codice della Strada. Si tratta del provvedimento necessario a rendere pienamente operativa la norma che impone ai Comuni di destinarealmeno il 50% dei proventi delle sanzionialla sicurezza stradale. Una disposizione introdotta nel 2010 e ripresa nella recente riforma del Codice del 2024, ma che – denuncia La Rosa – resta ancora inapplicata proprio per l’assenza del decreto attuativo.
Secondo la portavoce, questa mancanza sta creandoforti squilibri sul territorio, con amministrazioni locali che utilizzano i fondi derivanti dalle multe senza criteri omogenei e, spesso, per spese non direttamente legate alla prevenzione degli incidenti. In molti casi, le risorse destinate alla sicurezza risultano inferiori ai minimi previsti dalla normativa, oppure vengono inserite in capitoli di bilancio generici, difficili da verificare. “Nel frattempo – avverte La Rosa – ogni giorno sulle strade italiane si continua a morire”.
Il decreto, sostiene Federazione Italia, permetterebbe di trasformare i proventi delle sanzioni ininvestimenti concreti per la tutela degli utenti della strada: manutenzione della rete viaria, segnaletica adeguata, installazione di dispositivi salvavita e guardrail conformi agli standard. Uno strumento essenziale anche per garantire trasparenza ai cittadini e fornire ai sindaci parametri certi e controllabili.
Le multe, sottolinea La Rosa, non devono più essere percepite come un prelievo punitivo, ma come un mezzo per migliorare la qualità e la sicurezza del territorio. “I sindaci devono essere orgogliosi di reinvestire queste risorse nella protezione dei propri cittadini”, aggiunge. Da qui l’appello al ministro Salvini perché il decreto venga emanatosenza ulteriori ritardi: “Ogni giorno che passa – conclude – significa incidenti, feriti e vite spezzate che potevano essere evitate”.




