Sono impopolare e forse risulterò una snob. So che non è vero e quindi dico serenamente che in queste sere passate io non ho visto la kermesse musicale sanremese. Mi annoia e non mi appassiona, è troppo lunga e gli out fit, per me, sono abiti improponibili e sanno di fantascienza. Detto ciò, ieri pomeriggio ho visto a tratti Domenica in e stamattina leggo quello che ieri ho pensato e che mi ha disturbata.
Due artisti, democraticamente, hanno espresso opinioni “politiche”. Le ho ascoltate, non erano neanche troppo esasperate, ma la signora Venier alla fine ha letto un comunicato dell’Azienda che bacchettava e correggeva le dichiarazioni dei due cantanti in modo perentorio.
La signora Venier si è allineata, sottolineando più volte nel corso della trasmissione “Non mi mettete nei guai, non è questo il posto giusto“.
Ora, se da quel palco ci viene somministrata come una purga il ballo del qua qua non capisco perché non si possa accettare anche una divergenza meno comica e più riflessiva.
La Venier, alla sua età e con una carriera ormai alla fine, ha dimostrato di non avere il coraggio di supportare un momento non inserito nella rigida scaletta che non avrebbe cambiato nulla alla sua vita e alla sua storia televisiva.
Imbarazzante, molto di più dei suoi siparietti patetici che lei, invece, ritiene possano essere divertentissimi per la massa.
RAI 1: vietato parlare della guerra e di Gaza.




