Tensione altissima nel Mediterraneo orientale, dove laGlobal Sumud Flotilla, partita con l’obiettivo di rompere il blocco navale imposto da Israele a Gaza, è stataabbordata dalle forze militari israelianea meno di 70 miglia dalla Striscia. Almeno13 imbarcazioni sono state fermate, mentre altre23 continuano a dirigersi a tutta velocità verso Gaza, attualmente a sole 46 miglia nautiche di distanza.
Secondo le prime informazioni, oltre200 attivisti internazionalisono stati fermati e trasferiti verso il porto di Ashdod, dove verranno identificati ed espulsi. Tra loro si contano anche unatrentina di italiani, tra cui l’eurodeputataScuderie il senatoreCroatti. Da venerdì, fa sapere Israele, scatteranno i rimpatri.
Il ministro degli Esteri israeliano Saar ha pubblicato un video su X nel quale si vede il fermo dell’attivista svedeseGreta Thunberg, rassicurando che “lei e i suoi amici sono sani e salvi”.
Dal lato della Flottiglia, invece, arriva una denuncia di“aggressioni incessanti” da parte della marina militare israeliana. Alcune navi, tra cui laYularae laMeteque, sarebbero state colpite con cannoni ad acqua, mentre la naveFloridasarebbe stata “deliberatamente speronata”.
La reazione di Hamas non si è fatta attendere: l’organizzazione palestinese ha definito l’intervento israeliano un“atto di pirateria e terrorismo”, accusando Tel Aviv di violare il diritto internazionale e i principi umanitari.
Nel frattempo, la vicenda ha avuto un’eco immediata anche in Italia.Migliaia di manifestantisono scesi in piazza in diverse città, da Roma a Milano, fino a Bologna e Napoli. Le proteste hanno visto l’occupazione di alcune stazioni ferroviarie e il blocco di importanti arterie stradali, in segno di solidarietà con gli attivisti fermati e contro l’intervento militare israeliano.
La Global Sumud Flotilla, composta da decine di imbarcazioni civili con a bordo attivisti, politici e personalità del mondo della cultura e dell’associazionismo, aveva annunciato da giorni la volontà di raggiungere Gaza conaiuti simbolici e materiali di prima necessità. L’obiettivo dichiarato era attirare l’attenzione internazionale sul blocco imposto da Israele, che secondo i promotori continua a soffocare la popolazione civile della Striscia.
Resta ora da capire come evolverà la situazione nelle prossime ore. Le 23 navi ancora in rotta verso Gaza rischiano di subire la stessa sorte delle imbarcazioni già intercettate, mentre cresce la pressione diplomatica a livello europeo e internazionale per evitare un’ulteriore escalation.




