Il Carcere di Montefusco, lo Spielberg dell’Irpinia

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Domenica mattina 3 dicembre 2023 ho assistito alla Rievocazione storica “Chi trase a Montefusco”, che ci ha condotto per mano nelle profonde radici storiche del Carcere di Montefusco (Av), guidata dall’impegno di circa 30 attori e figuranti nel gruppo “Il Popolo del Carcere,” coordinati da Emilia Dente . Questa iniziativa, sostenuta dal Comune di Montefusco e dalla Pro Loco, ha offerto due rappresentazioni, per far rivivere la storia poco conosciuta e spesso ignorata di questa antica prigione.

Emilia Dente, custode della memoria locale, conduce una narrazione avvincente attraverso il sotterraneo roccioso del carcere, svelando storie di boia, rivoluzionari, patrioti e figure femminili e presunti briganti. La trama lacerante della storia dell’antica prigione emerge dal buio grazie al paziente lavoro di ricerca storica di Emilia, il cui impegno è evidente nel progetto più ampio “Memoria storia viva.”

La rievocazione, proposta per la prima volta nel 2019, rappresenta un’occasione unica per far rivivere le vicende, le passioni e le tragedie che si sono svolte dietro le mura del Carcere di Montefusco, contribuendo così al recupero della memoria storica ed antropologica della cittadina montefuscana.

“Chi trase a Montefusco” offre un’immersione coinvolgente nella storia di sangue e tormento dell’antico carcere di Montefusco. Utilizzando una formula narrativa avvincente, trasporta il visitatore attraverso secoli passati, coinvolgendolo direttamente nelle scene interpretate. La storia narrata diventa vissuta dal visitatore, che attraversa fisicamente il luogo tormentato, ascoltando echi di voci lontane e suoni inquietanti nel silenzio delle possenti mura.

Il silenzio nel Carcere di Montefusco è descritto come inquieto, tormentato e vivo, penetrante nel cuore e radicato in coraggio e passione indomita. Queste radici della libertà germogliano ancora tra le mura, sussurrando storie di uomini, donne e bambini, di lotta, speranza, vita, sofferenza e morte. Queste storie si animano nel silenzio roccioso e continuano a gridare nel silenzio, portando con sé un’eredità di memoria e significato.

Le storie spaventose dei maltrattamenti inferti ai prigionieri e la cattiva fama delle prigioni di Montefusco, sono ben riassunte in un proverbio popolare: “Chi trase a Montefusco e pò se n’esce pò di che nata vota nterra nasce” – che significa: “Chi entra a Montefusco e ne esce vivo, è come se fosse rinato.”

 Chi non impara dalla storia, è condannato a riviverla!

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