Roma capolista: vertigini non pervenute

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La Roma dimostra ancora una volta di non avere alcuna intenzione di lasciare la vetta della Serie A. Allo Zini i giallorossi superano la Cremonese per 3-1 al termine di una gara più complessa di quanto il punteggio finale lasci intuire. La squadra di Gasperini, tornata in campo dopo la sosta con lo stesso piglio dei mesi iniziali della nuova era, conferma solidità, cinismo e una capacità di colpire nei momenti chiave che stanno diventando un marchio di fabbrica.

L’avvio, però, è tutt’altro che semplice. La Cremonese parte aggressiva, costruisce il primo vero brivido del match e costringe Svilar a un riflesso straordinario sulla conclusione ravvicinata di Bonazzoli. È il primo segnale di una partita che, almeno fino all’intervallo, richiederà al portiere romanista attenzione costante e interventi determinanti. Proprio mentre i grigiorossi sembrano prendere coraggio, la Roma trova il vantaggio: al 17’, sul limite dell’area, Soulé riceve palla e con un mancino pulito, chirurgico, fa partire un tiro che si insacca nell’angolo, spezzando l’equilibrio.

La Cremonese reagisce e si riaffaccia in avanti con Vandeputte, ma ancora una volta Svilar chiude la porta con un intervento da copertina. La Roma, pur in vantaggio, fatica a gestire il ritmo e a trovare continuità nel possesso, affidandosi più alla qualità dei suoi singoli che a un dominio territoriale.

Nella ripresa la gara cambia volto. La squadra di Gasperini, pur nervosa e destinata a chiudere la partita senza il proprio tecnico in panchina dopo l’espulsione, cresce nella gestione e sfrutta alla perfezione i cambi. Proprio le mosse dalla panchina diventano decisive: El Aynaoui confeziona un assist perfetto che al 64’ permette a Ferguson di segnare il suo primo gol stagionale, un destro preciso che raddoppia il vantaggio e taglia le gambe ai padroni di casa.

Passano appena cinque minuti e la Roma chiude definitivamente i conti. Questa volta è El Shaarawy, appena entrato, a illuminare la manovra servendo un pallone ideale per Wesley. L’attaccante brasiliano, davanti al portiere, sceglie la soluzione più elegante: uno scavetto morbido che vale il 3-0 e trasforma l’ultima mezz’ora in una gestione serena per i giallorossi.

Nel recupero arriva l’unica nota amara della serata: la rete di Folino, che sorprende una difesa già proiettata mentalmente al triplice fischio e scatena l’ira di Svilar. Un dettaglio, però, che non macchia una vittoria pesante, maturata tra sofferenza e maturità.

Con questo successo la Roma consolida il primato e conferma la sua impressionante continuità fuori casa: 12 vittorie in 15 gare di campionato lontano dall’Olimpico nel 2025. Numeri da squadra che non vuole più guardare nessuno dal basso.

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