Il Gran Premio d’Ungheria 2025 si è trasformato in un’altra amara delusione per la Ferrari. Dopo una splendida pole position conquistata da Charles Leclerc, le speranze di un ritorno sul podio si sono dissolte con il passare dei giri. Una gestione di gara incerta e una strategia poco efficace hanno fatto scivolare il monegasco fuori dal podio, ancora una volta.
E dire che le condizioni c’erano tutte: meteo stabile, pista asciutta, nessuna safety car a scombussolare i piani. Ma proprio nella stabilità Ferrari ha mostrato le sue debolezze. Il calo di ritmo nella seconda metà della corsa è costato caro, con Leclerc che ha chiuso quarto, salvato solo dal distacco su Alonso che ha reso ininfluente una penalità di cinque secondi.
Chi invece non ha sbagliato nulla è la McLaren.Lando Norrisha gestito in modo perfetto una gara apparentemente tranquilla, ma in realtà insidiosa per la gestione delle gomme. Con un solo pit stop e una condotta impeccabile, ha tagliato il traguardo davanti a tutti, centrando la200ª vittoria nella storia del team di Woking. Al suo fianco sul podio il compagnoOscar Piastri, autore anch’egli di una corsa solida e ben pianificata.
Dietro di loro, George Russell ha approfittato del calo Ferrari per agguantare il terzo posto. Mercedes può sorridere a metà, perché dall’altra parte del box la crisi diLewis Hamiltoncontinua. Il sette volte campione del mondo non riesce a trovare il feeling con la monoposto e finisce nuovamente fuori dai giochi che contano.
Stesso discorso perMax Verstappen, mai realmente in gara. Red Bull appare meno brillante rispetto al dominio delle scorse stagioni, e l’olandese stavolta non ha mai dato l’impressione di poter lottare per la vittoria.
Il GP di Budapest, giunto alla sua 40ª edizione, non ha offerto grandi colpi di scena, ma ha confermato una tendenza chiara:la McLaren è oggi il team più in forma, mentre gli altri arrancano tra problemi tecnici, errori strategici e tensioni interne. In particolare, in casa Ferrari l’aria è pesante. La pole di Leclerc doveva rappresentare un rilancio, invece ha solo aumentato il malcontento per una stagione che non riesce a decollare.
Ora arriva la pausa estiva. Un momento di riflessione per molti, ma anche un’opportunità per riorganizzarsi in vista della seconda metà del campionato. E se i protagonisti attesi faticano, l’impressione è che il mondiale sia ancora apertissimo.







