Presso ilCircolo della Stampa, situato inCorso Vittorio Emanuele, 6(Palazzo della Prefettura) ad Avellino, domenica26 ottobre 2024, alle ore18.30. si terrà la “Presentazione della Mostra d’arte & della guida: <<L’efficacia espressiva di Cesare Uva>>” in occasione del bicentenario della nascita del rinomato pittore romantico avellineseCesare Uva(1824-1886).
L’evento culturale è promosso ed organizzato dalCentro di ricerca “Basilio Orga”, dall’Archivio Cesare Uvae dalCircolo Culturale “Francesco Solimena”.
Si tratterà di un evento culturale per celebrare ilBicentenario della nascita del pittore Cesare Uva.
La presentazione sarà realizzata in collaborazione con l’Archivio dei pittori irpini del Diciannovesimo secolo, ilComitato per la tutela dei pittori irpini dell’Ottocento,In Arte Libertase l’Associazione Culturale “ACO”.
Condurrà l’evento:Antonio Carpentieri(storico locale).
Introdurrà i lavori: DonGerardo Capaldo(presidente delCircolo Culturale “Francesco Solimena”)
Saluteranno:Francesco Roselli(pittore e ceramista),Giuseppe D’Amore(neurologo),Luca Nacca(farmacista),Troncone Gerardo(Gruppo Archeologico Irpino)
Ci sarà un intermezzo poetico napoletano a cura diFrancesco Iannacconeche reciterà:
• A gatta d’o palazzodi Eduardo De Filippo
• Nun me trattà maledi Pupella Maggio
• ‘A Livelladi Totò
RelazioneràAngelo Cutolo, cultore di storia locale e coordinatore diIn Arte Libertas, che tratterà “La guida alla mostra”.
Concluderà i lavoriStefano Orga, critico d’arte, ideatore e curatore della mostra, che presenterà “Le opere mostra”.
La mostraL’efficacia espressiva di Cesare Uvaesplorerà l’affascinante mondo artistico diCesare Uva(1824-1886) attraverso i paesaggi e le scene di genere, che mostrano la sua adesione alla pittura romantica dell’Ottocento napoletano.
L’evento espositivo offrirà al pubblico un’opportunità unica di immergersi nell’arte di questo straordinario pittore avellinese.
Fra i lavori esibiti in questa prestigiosa mostra, spiccano per la loro eccezionale rarità e rilevanza opere di inestimabile valore artistico-culturale.
Tra queste, troviamo esposti alcuni capolavori:
· “Cucina del Convento dei Cappuccini” (1848), la più antica opera su tela pervenutaci diCesare Uva, raffigura una scena di genere particolare ed inconsueta fra le opere del pittore;
· “Dal Promontorio di Posillipo” (1857), che cattura la suggestiva bellezza dei paesaggi campani con maestria senza pari;
· “Paesaggio sorrentino” (1860), un’opera su tela che trasporta lo spettatore in una dimensione di serenità e contemplazione grazie alla sua magistrale resa dell’entroterra della costa sorrentina;
· “Avellino la Valle dei mulini” (1864), che raffigura con vivida intensità il fascino rustico della campagna avellinese e la sua atmosfera fiabesca, si tratta di una delle tre opere autografe conosciute che raffigurano gli scorci della sua città di Avellino, le altre due raffigurano il Ponte della Ferriera, per la “Veduta di Piazza Libertà” non è un’opera diCesare Uva!;
· “Veduta di Napoli” (1865), tecnica mista che illustra la città di Napoli vista dallo Scudillo;
· “Veduta della Penisola Sorrentina” (1870), una tecnica mista che decanta la Penisola Sorrentina dai Monti Lattari;
· “Ritorno dalla festa al tramonto” (1883), un dipinto intriso di luce e calore che evoca emozioni profonde e malinconiche in un’ambientazione laziale in stile impressionista;
· “Concerto su gondola al tramonto a Venezia” (1885), è una tecnica mista idonea a catturare l’essenza romantica della città di Venezia, in chiave impressionista;
· “Ricordi di Baviera” (1886), un’opera su tela che rivela la sensibilità dell’artista nel catturare gli scorci più suggestivi di questa terra lontana;
· “Eruzione secondaria del Vesuvio”, tecnica mista che testimonia un evento naturale particolare e curioso;
· e infine un ventaglio raffigurante “Palazzo Donn’Anna”, tecnica mista su seta che celebra il Golfo di Napoli da Posillipo.
Ognuna di queste opere rappresenta un tesoro artistico prezioso, capace di incantare e ispirare gli spettatori con la sua straordinaria bellezza e profondità emotiva.
Titolo:L’efficacia espressiva di Cesare Uva
Bicentenario della nascita del pittore Cesare Uva
Date:09-10-11 novembre 2024
Orario:10:00-13:00 e 17:00-20:00
Luogo:Circolo della Stampa,Corso Vittorio Emanuele, 6(Palazzo della Prefettura),Avellino
Ideatore e Curatore:Stefano Orga
Direttore Artistico:Michela Femina
Progetto dell’Allestimento:Fulvio Orga
Cesare Uva, nacque ad Avellino l’undici novembre 1824 daLucia D’Argenio(1800-1877) eMariano(1794-1860), un pittore decoratore, che lo spronò ad interessarsi all’arte pittorica. La famigliaera di condizioni economiche modeste.
Esordì a livello locale presso laMostra delle arte e manifatturedel 1848, che si tenne ad Avellino, ove propose il dipintoUn Tronco di albero invecchiato(1848).
Ad Avellino il nostro pittore entrò in contatto conEnrico Capozzi(1820-1890), suo lontano parente paterno, che successivamente divenne un suo principale mecenate.
All’età di circa ventisei anni si trasferì a Napoli ove poté frequentare ilReal Istituto di Belle Artidi Napoli, qui seguì le lezioni, prima diCostanzo Angelini(1760-1853), dal 1853 quelle diGiuseppe Mancinelli(1813-1875), ed in fine studiò conGabriele Smargiassi(1798-1882), che lo influenzò notevolmente verso laPittura romantica.
Fu invitato alla “Biennale Borbonica di Belle Arti” del 1855, presso il Museo, ove presentò il dipinto ad olioVeduta di Avellino con ponte.
Dopo gli studi partenopei ad Avellino aggiornò la bottega paterna verso le istanze dellaPittura romantica, tanto da fondare laScuola Romantica Avellinese, impartendo lezioni di disegno e di pittura.
Dal 1858 le sue opere furono molto apprezzate dall’aristocrazia napoletana, in quanto i suoi lavori furono molto graditi daFerdinando IIdiBorbone(1810-1859).
La sua famiglia nei primi mesi del 1859 si trasferì definitivamente a Napoli. Partecipò anche alle esposizioni d’arte della “Promotrice di Belle Arti Salvator Rosa” di Napoli dal 1862 al 1885.
Nel 1878 restaurò, con il fratelloAngelo, il sipario e le scenografie delTeatro comunaledi Avellino.
Nella città partenopea sì sposò conAntonietta Andreania Chiaia nel 1878.
Nel 1879 il pittore avellineseGiovanni Battista(1858-1925) iniziò a collaborare presso la sua bottega in Via Riviera di Chiaia al n° 266.
Negli anni ottanta del Diciannovesimo secolo ottennela Croce di cavaliere della Santa Sededa PapaLeone XIII(1810-1903), per meriti artistici, grazie alla segnalazione dell’Abate di MontevergineDom Guglielmo De Cesare(1812-1884).
All’“Esposizione Nazionale di Belle Arti” di Roma del 1883 inviò le tempereRitorno dalla festa al tramontoeForesta in primavera.
Si spense a Napoli, sua città adottiva il 16 febbraio 1886.







