Intervenendo alla sessione inaugurale della quinta edizione del Festival delle Regioni e delle Province Autonome 2026, il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha richiamato l’attenzione su un tema di primaria rilevanza. Facendo proprie le parole del presidente Fedriga — che ha descritto ilServizio Sanitario Nazionale come un bene di inestimabile valore per la nazione e tra gli esempi più alti di tutela universale—, Mattarella ha evidenziato come tale visione sia largamente condivisa dai cittadini. La popolazione è infatti conscia dell’importanza di difendere e potenziare un presidio essenziale per la salvaguardia del diritto alla salute sancito dalla Carta Costituzionale.
Nel corso del suo discorso, il Presidente ha evidenziato l’impatto fondamentale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sostenuto dai fondi europei stanziati per contrastare le ripercussioni socio-economiche dell’emergenza pandemica. Si è trattato di un piano dinamico, ricalibrato attraverso otto modifiche strutturali per adeguarlo alle evoluzioni e alle criticità emerse nel tempo. L’Italia si è confermata il primo destinatario continentale di questo strumento finanziario, con uno stanziamento complessivo superiore ai 194 miliardi di euro, dei quali 166 miliardi sono già stati erogati. Di queste risorse, il 37% è stato indirizzato a politiche sociali, mentre 15,6 miliardi sono stati riservati in modo specifico all’ambito sanitario.
Tra gli obiettivi compresi nella decima e conclusiva tranche del piano figurano interventi di rilievo: l’operatività di 1.270 Case della Comunità e 327 Ospedali della Comunità, l’incremento di oltre 6.000 posti letto nei reparti di terapia intensiva e sub-intensiva, la fornitura di 3.200 apparecchiature tecnologiche ad alte prestazioni, la copertura via telemedicina per 566 mila pazienti e l’implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico mediante l’integrazione di referti e documenti digitalizzati.
Mattarella ha poi posto l’accento su come le risorse del Pnrr abbiano consentito alla sanità pubblica — grazie all’operato degli enti regionali e provinciali — di intraprendere una profonda riorganizzazione all’insegna del decentramento e dell’autonomia locale, in perfetta aderenza con i principi dell’articolo 5 della Costituzione. Da questo momento in poi, i governi regionali avranno il compito cruciale di mettere a regime le trasformazioni avviate e di assicurare un reale innalzamento delle prestazioni sanitarie offerte. Un impegno improcrastinabile che chiama in causa tutte le amministrazioni locali, con un dovere ancora più marcato per i territori che devono colmare il divario con i livelli di servizio ottimali.







