Israele-Gaza, la tregua Usa divide: Netanyahu dice sì, Hamas rifiuta

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Israele-Gaza, stop alla tregua Usa: Netanyahu favorevole, Hamas respinge il piano

La proposta statunitense per una tregua nella guerra tra Israele e Gaza ha ricevuto l’ok del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ma è stata respinta da Hamas, che ne contesta alcuni punti fondamentali. La notizia è stata riportata da Canale 12.

Le critiche di Hamas

Secondo quanto riferito dal giornalista di Axios Barack Ravid, Hamas sarebbe rimasta “delusa” perché il piano appare fortemente sbilanciato a favore di Israele rispetto alle proposte precedenti. La fazione palestinese contesta l’assenza di una garanzia chiara da parte americana che il cessate il fuoco di 60 giorni sarà permanente. Inoltre, non è specificato che, qualora le trattative durassero oltre i due mesi, la tregua dovrà comunque continuare senza che Israele possa sospenderla unilateralmente, come invece era accaduto a marzo.

Dettagli del piano Usa

L’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff ha presentato un piano che prevede una tregua di due mesi nella Striscia di Gaza e il rilascio graduale di 10 ostaggi, divisi in due tranche a distanza di una settimana. Fonti israeliane indicano che Hamas dovrebbe restituire i corpi di 18 ostaggi ancora nelle sue mani, mentre Israele dovrebbe consegnare quelli di 180 palestinesi.

La proposta include anche la liberazione di 125 palestinesi condannati all’ergastolo e di oltre mille abitanti di Gaza arrestati dopo l’attacco del 7 ottobre. Questi scambi e la tregua temporanea dovrebbero creare un clima favorevole per portare avanti negoziati finalizzati a porre fine definitivamente al conflitto, con il rilascio progressivo degli ostaggi rimanenti.

Aiuti umanitari e ritiro militare

Il piano prevede inoltre che la distribuzione degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza venga ripresa sotto la supervisione delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali. L’esercito israeliano dovrebbe, infine, ritirarsi alle posizioni che occupava prima dell’avvio dell’offensiva di marzo.

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