Sabato scorso, a Legnano, è stata trovata morta Vasilica Potincu, una escort romena di 35 anni, uccisa con nove coltellate conficcate nella schiena. Il presunto responsabile del femminicidio è Andrea Mostoni, un operaio 29enne di Robecco sul Naviglio, fermato mercoledì dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e del gruppo di Rho. Mostoni si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio davanti al pm di Busto Arsizio, Ciro Caramore, che ha disposto il fermo con l’accusa di omicidio.
Nel corso delle indagini è emerso un quadro inquietante: Mostoni, che frequentava la vittima come cliente abituale, aveva instaurato un rapporto morboso e ossessivo con Vasilica. Nel tempo, le aveva fatto regali per un valore complessivo superiore ai 50.000 euro, inviati tramite più bonifici con causale “regali” per spese familiari. Quando Vasilica, spaventata dall’insistenza di Mostoni, ha deciso di diffidarlo ufficialmente, lui le ha risposto con minacce e una richiesta inquietante: «Allora ridammeli indietro», riferendosi proprio a quei soldi.
Le telecamere di videosorveglianza e i lettori targhe hanno confermato la presenza di Mostoni vicino all’appartamento di Vasilica in via Stelvio, a Legnano, nel momento compatibile con l’ora del delitto, stabilita dall’autopsia poco dopo la mezzanotte. L’uomo è stato ripreso arrivare a bordo di una Skoda e poco dopo allontanarsi, mentre il corpo della donna veniva scoperto la domenica pomeriggio da un vicino di casa, che ha trovato il cadavere con il coltello da cucina ancora conficcato nella schiena.
Vasilica viveva a Cinisello insieme alla madre, alla sorella e al figlio di 14 anni, mantenendo rapporti con l’ex marito, un connazionale di 38 anni che si è costituito spontaneamente in caserma a Brescia dopo la notizia dell’omicidio, ma non per essere indagato per il delitto. L’uomo era infatti ricercato per un mandato di arresto europeo relativo a reati commessi in Romania nel 2018.
Gli investigatori hanno inoltre scoperto sul telefono di Mostoni elementi inquietanti: immagini di cimiteri, ricerche su morti violente e accertamenti su tabulati telefonici, che suggeriscono una possibile premeditazione. La perquisizione domiciliare ha inoltre portato al ritrovamento di una maglietta identica a quella indossata dall’uomo ripreso dalle telecamere vicino all’abitazione di Vasilica.
Il caso mette in luce la tragica dinamica di un rapporto malato, in cui il senso di possesso e la rabbia di fronte a un rifiuto hanno portato a un gesto estremo e crudele. L’ossessione di Mostoni, la richiesta di restituzione dei “regali” e le minacce rivolte alla vittima sono segnali di un controllo morboso sfociato in violenza.
Questa vicenda rappresenta un drammatico richiamo all’importanza di riconoscere e intervenire tempestivamente in situazioni di stalking e violenza, affinché si possano prevenire tragedie come quella di Vasilica Potincu.







