Israele al voto, sfida Netanyahu-Eisenkot per la Knesset

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Sono iniziati questa mattina alle 7 ora locale (le 6 in Italia) i lavori nei seggi israeliani per le elezioni legislative che porteranno alla formazione della ventiseiesima Knesset. Un appuntamento particolarmente atteso perché rappresenta il primo voto nazionale dopo l’attacco del 7 ottobre e dopo tre anni segnati dalla guerra. Sono circa 7,3 milioni gli israeliani chiamati alle urne, con i seggi aperti fino alle 22 locali (le 21 in Italia). In corsa ci sono 36 partiti, anche se soltanto una parte di questi, secondo i sondaggi, avrebbe concrete possibilità di superare la soglia di sbarramento fissata al 3,25%. La sfida principale vede contrapposti il Likud del premier uscente Benjamin Netanyahu, alla guida della politica israeliana da oltre trent’anni, e Yashar, il partito guidato dall’ex capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane Gadi Eisenkot.

Secondo le ultime rilevazioni pubblicate prima dell’apertura dei seggi,la competizione resta molto equilibrata. Le previsioni indicano però che nessuno dei due schieramenti potrebbe raggiungere autonomamente la soglia dei 61 seggi necessaria per ottenere la maggioranza nella Knesset, composta da 120 parlamentari. L’affluenza sarà un elemento decisivo per gli equilibri finali. Dopo anni caratterizzati dal conflitto, i sondaggi registrano una forte partecipazione prevista: circa il 74% degli elettori ha dichiarato di voler recarsi alle urne, una percentuale superiore al dato delle precedenti elezioni del 2022, quando votò il 70% degli aventi diritto. Un primo dato positivo arriva proprio dalla partecipazione al voto: secondo la Commissione elettorale centrale, alle 10 locali (le 9 in Italia) l’affluenza ha raggiunto il 16,7%, in aumento rispetto al 15,9% registrato alla stessa ora nelle elezioni del 2022. Con circa 1,2 milioni di voti già espressi, si tratta del dato più alto registrato alle 10 del mattino almeno dal 1996, secondo quanto riportato dalTimes of Israel.

Tra i primi a votare anche il presidente israeliano Isaac Herzog, che si è recato alle urne nel quartiere Rehavia di Gerusalemme insieme alla moglie Michal. «È un grande privilegio andare a votare», ha dichiarato Herzog, sottolineando l’importanza della partecipazione democratica e auspicando che la giornata elettorale possa rappresentare «una vera festa per la democrazia».

Alla chiusura dei seggi saranno diffusi i primi exit poll dalle principali emittenti israeliane. I risultati definitivi, però, arriveranno soltanto nei giorni successivi: lo scrutinio delle cosiddette “buste doppie”, utilizzate da militari, diplomatici e cittadini impossibilitati a votare nel proprio seggio di residenza, richiederà infatti tempi più lunghi. In passato proprio questo conteggio ha modificato gli equilibri emersi dalle prime proiezioni. La composizione della nuova Knesset e il futuro governo israeliano dipenderanno quindi dai risultati finali e dalla capacità dei partiti di costruire eventuali alleanze.

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