Vite straordinarie: Suor Paola Mancini al secolo Porzia

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Nel palazzo di famiglia in Castel Baronia, da Oto Mancini e Livia Maglio, il 31 luglio 1606[1] nacque Porzia, secondogenita[2], che, secondo la tradizione del casato, nella prima fanciullezza fu destinata al saio monacale francescano e rinchiusa nel nuovissimo convento delle suore di clausura di S. Chiara in Vasto (costruito nel 1609 per volere del Viceré del Regno di Napoli).

Cambiò il suo nome e da religiosa divenne suor Paola.

Tenuta in grande considerazione dall’Ordine per l’importanza della sua famiglia, ben inserita a corte e grande proprietaria terriera, crebbe e formò il suo spirito sotto la stretta sorveglianza e protezione di suor Adaria Valverde, maestra delle novizie, che la modellò nella perfetta Regola francescana, abituandola alla cieca obbedienza e alla sua stretta osservanza.

La rigiditĂ  della regola e la lontananza da Castel Baronia, che rendevano difficile avere un rapporto con la sua famiglia, la resero una integerrima osservante dei principi clarissiani tanto da essere tenuta in grande considerazione dal francescanesimo.

La sua profonda religiosità, man mano che ella cresceva, la portava spesso a delle forme di estasi e lunghe contemplazioni in preghiera. La sua obbedienza e misticità fece sì che ella ebbe dal Signore il dono della Profezia.

La sua vita fu elogiata nelle pubblicazioni delle “Cronistorie” e dei “Frutti Serafici”, cosa riservata soltanto ai frati e alle suore di grandissimo spessore.

Fra’ Arcangelo da Montesarchio, riportando le notizie apparse sui resoconti dei Padri Francescani, nella sua “Cronistoria della Riformata Provincia di S. Angiolo in Puglia”[3]così descrive e commenta la vita di suor Paola Mancini:

 

Della Veneranda Religiosa Riformata, Suor Paola Mancini, Monaca di S. Chiara del Vasto.

Eternò le glorie del Monastero di S. Chiara del Vasto la perfettissima vita della devota Serva, e Sposa di Gesù Cristo, Suor Paola Mancini, Religiosa di tanta umiltà, e così zelante pe’l mantenimento della stretta regolare Osservanza, istituita dalla Madre Santa Chiara, che rarissime volte mangiò la carne, così obbligata dalla Ubbidienza; ma tutto il suo lauto pranzo era un tozzo di pane duro, o qualche minestra di legumi, mal cotti senza verun condimento.

Per la frequente orazione, ammiravasi a guisa di estatica, sempre colla mente elevata in una altissima contemplazione.

Fu dal Divino Rimuneratore dotata del dono della Profezia, con cui vaticinò più sciagure, che sovrastavano al Regno di Napoli, ed a tutta l’Italia. Tre giorni prima di morire, predisse il Rivolgimento del Popolo Napolitano[4], e rivelò i travagli, che aveva a patire il misero Regno. Quindi in quei tre giorni di vita, di continuo gridava a piena voce:“Orate pro Populo”.

Nel primo dei tre giorni volle devotamente ricevere i Santi Sacramenti della Chiesa; e negli altri due giorni osservavasi, come applicata a ragionare con grandi Personaggi; e poi rivelò, che erasi degnata la Vergine sotto il titolo del Rosario, di visitarla, corteggiata dai Santi Cosmo, e Damiano, dal buon Ladrone, e dall’Angiolo Custode, tutti suoi particolari Avvocati.

Con opinione di ottima religiosa, morì a 8 di Febbrajo dell’anno 1647.

 

I suoi continui digiuni e astinenze la resero gracile e malaticcia. A nulla valsero le esortazioni delle consorelle e della Madre Superiora ad alimentarsi in modo piĂą consono alla sua salute, ella credeva ciecamente nella moderazione e nella Regola di S. Chiara.

Provata nel corpo, ma non nello spirito, si ricongiunse a Dio a soli quarant’anni.

 

 

[1] Registro dei battezzati di S. Maria delle Fratte, anno 1604/1662.

[2] La primogenita Camilla era andata in sposa al possidente Giovanni Antonio dello Nigro.

[3] Stampato in Napoli, Stamperia Felice Mosca, 1732, pag. 87.

[4] Si tratta della rivolta napoletana guidata da Tommaso Aniello d’Amalfi, meglio conosciuto come Masaniello (*Napoli 29/6/1620 – †ivi 16/07/1647), che vide, dal 7 al 16 luglio 1647, cinque mesi dopo la morte di suor Paola, la popolazione della cittĂ  insorgere contro la pressione fiscale imposta dal governo vicereale spagnolo.

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