Vite straordinarie: Francesco Mancini, musicista e compositore

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Da Oto Mancini, figlio di Domenico Nicola, 2° Barone di San Nicola a Ripa (odierna San Nicola Baronia), e da Sabella Primavera, nobildonna di San Nicola a Ripa, nacque Giuseppe Domenico (Castel Baronia, 6 dicembre 1617), il quale si trasferì a Napoli dove la sua famiglia aveva molteplici interessi. Da uno dei suoi figli, Nicola, nacqueFrancesco.

Francesco Mancinivide la luce in Napoli il 16 gennaio 1672 da Nicola e da Ippolita Squillace. Figlio d’arte (il padre era un buon organista) acquisì in famiglia l’amore per la musica e la passione per l’organo.

Rimasto orfano all’età di nove anni, il padre morì precocemente nel 1681, fu affidato al nonno paterno Giuseppe Domenico, che, conoscendo la passione per la musica del giovane e apprezzando il suo innato talento, nel 1688 lo iscrisse presso il Conservatorio della Pietà dei Turchini dove poté seguire i corsi di organista tenuti da Francesco Provenzale e Gennaro Ursino. In quel conservatorio vigeva l’obbligo, da parte degli studenti, di prestare l’opera di organista per almeno sei anni dopo il conseguimento del diploma; in ossequio a tale obbligo, Francesco, terminati gli studi nel 1694, vi restò fino al 1700 (alcune fonti riportano 1702) approfittandone per perfezionarsi nella composizione.

Il suo talento lo portò a entrare al servizio del Marchese di Villena e duca di Escalona, viceré di Napoli. Nel dicembre 1703 si candidò, senza successo, al posto di Maestro di cappella nella Cappella Reale, cosa che gli riuscì in parte nel 1704, quando assunse la carica di primo organista. Ottenne infine il prestigioso incarico di Maestro di cappella nel 1708 succedendo al famoso musicista e compositore Alessandro Scarlatti. Molto contribuì alla concessione di questo incarico il fatto che il Mancini, quando nel luglio del 1707 la situazione politica di Napoli cambiò drasticamente con la caduta degli Spagnoli e l’avvento degli Austriaci, si schierò alla testa di quanti appoggiarono questo regime. Ma la nomina durò solo pochi mesi perché in dicembre tornò a Napoli il maestro Scarlatti, il quale riuscì a farsi reintegrare nell’incarico dal Viceré V. Grimaldi, riprendendosi il titolo. Francesco fu retrocesso e dovette accontentarsi della carica di vicemaestro, mantenendo però lo stipendio acquisito di 35 ducati. Durante i pochi mesi della sua direzione il Mancini era riuscito a migliorare notevolmente l’orchestrazione e il coro portando l’organico della cappella a trentotto elementi e negli anni successivi lavorò con tenacia e dedizione con il solo scopo di riprendersi la direzione della Cappella Reale. L’incarico gli fu garantito soltanto nel 1718 con la promessa solenne di diventare titolare nel caso in cui Scarlatti lasciasse vacante il prestigioso mandato.

Pur non lasciando mai la città di Napoli, durante il periodo in cui era vice di Scarlatti chiese numerosi permessi per recarsi a Roma, dove furono eseguite molte sue opere teatrali. In questo periodo coltivò anche buoni rapporti con le numerose confraternite esistenti in Napoli, divenendo governatore della Congregazione dei musicisti di S. Maria la Nova e collaborando con la Congregazione del Monte di S. Cecilia e con quella del Ss. Rosario di Palazzo.

L’11 maggio 1720 gli fu conferita la direzione del conservatorio di Santa Maria di Loreto ove contribuì alla formazione di una nuova generazione di compositori napoletani. Tra i sui allievi più famosi si distinse Davide Perez (*Napoli, 1711 †Lisbona, 30 ottobre 1778), uno dei più importanti compositori italiani diopera seriae di musica sacra del Settecento europeo. Fu attivo in particolare inItaliae inPortogallo, dove succedette nella corte reale portoghese a João Cordeiro da Silva.

Nel 1725 il maestro Alessandro Scarlatti morì e, come gli era stato promesso, il Mancini fu reintegrato nella posizione di Maestro della Cappella Reale, incarico che tenne con zelo e dedizione fino alla morte.

Con l’avvento dei Borbone, nel 1734, il Regno di Napoli fu sconvolto dagli eventi, ma il Mancini restò saldamente al suo posto riuscendo con buona scaltrezza politica a mantenere inalterati gli organici della Reale Cappella e i privilegi acquisiti. Egli accolse i nuovi padroni componendo per loro unTe Deumcon il quale si garantì la loro benevolenza.

Un rovinoso attacco di apoplessia nel 1735 lo lasciò per gli ultimi due anni della sua vita semi paralizzato. La sua attività divenne praticamente nulla e a metà settembre fu sostituito alla direzione del conservatorio di Santa Maria di Loreto dal maestro D. Fischietti.

Morì in Napoli il 22 settembre 1737 e fu sepolto nella chiesa di S. Nicola della Carità in via Toledo.

Francesco Mancini esordì come compositore a soli diciotto anni, sono del 1690 duecantatee del 1696 il drammaIl nodo sciolto e litigato dall’affetto. La sua opera fu vasta e abbracciò molti rami musicali: opere liriche, teatrali, serenate, cantate, strumentali ecc. eseguite quasi tutte in Napoli e replicate a Roma, Palermo, Urbino, Firenze e Siena. Il suo primo oratorio, datato 1698“Dolorose canzoni”fu eseguito in Napoli presso la congregazione di S. Spirito di Palazzo. Con l’“Ariovisto”del 1702 iniziò la sua produzione operistica teatrale.

Ebbe la collaborazione del maestro Antonio Lotti nella composizioneArtaserse; con G. F. Händel collaborò alla stesura dell’Agrippina. Si affermò anche in Inghilterra con l’operaIdaspe Fedele, rappresentata all’Haymarket Theatre di Londra il 23 marzo 1710 che fu tra le prime opere cantate interamente in lingua italiana. La sua popolarità varcò i confini dell’Italia tanto che le sue composizioni, specialmente quelle di musica sacra, sono custodite in molte biblioteche europee (unMagnificatmanoscritto è conservato nella Biblioteca Nazionale di Vienna e nel 1724 furono pubblicate a Londra leXII sonate per violino e flauto, partiture con elevato tasso tecnico di esecuzione composte per gli “Amatori dell’Harmonia” e dedicate al console generale inglese per il Regno di Napoli John Fleetwood.)

Lasciando alla critica competente l’analisi della vastissima opera e nella certezza, purtroppo, di non citare tutte le sue innumerevoli composizioni si riportano quelle conosciute:

Opere:

·        Il nodo sciolto e ligato dall’affetto, o vero L’obligo e ‘l disobligo vinti d’amore(dramma, 1696, Roma)

·        Alfonso(dramma, 1697, Napoli)

·        Ariovisto(dramma, 1702, Napoli)

·        Silla(melodramma, 1703, Napoli)

·        La costanza nell’honore(dramma, 1704, Napoli)

·        Gli amanti generosi(dramma, 1705, Napoli)

·        La serva favorita(melodramma, 1705, Napoli)

·        Alessandro il grande in Sidone(dramma, 1706, Napoli)

·        Turno Aricino(dramma, 1706, Napoli)

·        Artaserse(dramma, 1708, Napoli)

·        L’Engelberta, o sia La forza dell’innocenza(1709, Napoli)

·        L’Idaspe fedele(opera, 1710, Londra)

·        Mario fuggitivo(dramma, 1710, Napoli)

·        Abdolomino(dramma, 1711, Napoli)

·        La Semele(favola per musica, 1712, Napoli)

·        Selim re d’Ormuz(dramma, 1712, Napoli)

·        Agrippina (16 arie)(dramma, 1713, Napoli)

·        Artaserse re di Persia (14 arie)(dramma, 1713, Napoli)

·        Il gran Mogol(dramma, 1713, Napoli)

·        Il Vincislao(dramma, 1714, Napoli)

·        Alessandro Severo(dramma, 1718, Roma)

·        Il Cavalier Bretone(intermezzo, 1720, Napoli)

·        La fortezza in cimento(melodramma, 1721, Napoli)

·        Il Trojano(dramma, 1723, Napoli)

·        Colombina e Pernicona(intermezzo perIl Trojano)

·        L’Oronta(dramma, 1728, Napoli)

·        Il Cavalier Bardone e Mergellina(intermezzo perL’Oronta)

·        Il ritorno del figlio con l’abito più approvato (più arie)pasticcio, 1730, Praga)

·        Alessandro nell’Indie(dramma, 1732, Napoli)

·        La Levantina (Eurilla e Don Corbolone)(intermez. perAlessandro nell’Indie)

·        Don Aspremo (13 arie)(commedia, 1733, Napoli)

·        Demofoonte (6 arie)(dramma, 1735, Napoli)

Musica vocale profana:

·        Care mura adorate(serenata, 1702)

·        Il giorno eterno(serenata, 1708, Napoli)

·        Amore nel cuore di Partenope(serenata, 1708, Napoli)

·        Dafne il alloro(cantata a 3, 1716, Napoli)

·        Cori per il Maurizio(1729, Napoli)

·        Mentre in dolce riposo(serenata)

·        Nell’ore più quiete(serenata)

·        Oltre 200 cantate solistiche.

Musica vocale sacra:

·        Dolorose canzoni(1698, Napoli)

·        L’amor divino trionfante nella morte di Cristo(1700, Roma)

·        La notte gloriosa(1701, Napoli)

·        La nave trionfante sotto gli auspici di Maria Vergine(1701, Palermo)

·        L’arca del testamento in Gerico(1704, Napoli)

·        Gli sforzi della Spledidezza e della Pietà(1707, Palermo)

·        L’umanità difesa dall’Immacolata Vergine del Rosario(1707)

·        Il genere umano in catene(1708, Siena)

·        Il Giuseppe venduto(1711, Palermo)

·        Il Sepolcro di Cristo Signor nostro(1713, Napoli)

·        Il Sepolcro di Cristo fabbricato dagli Angeli(1716,Firenze)

·        La caduta di Gerico(1721, Lucca)

·        Il zelo animato, ovvero il gran profeta Elia(1733, Napoli)

Altra musica vocale sacra:

·        Varie cantate sacre, messe, mottetti, Magnificat, vespri e salmi.

Musica strumentale:

·        N° 2 toccate di cembalo (1716)

·        N° 12 soli per flauto, clavicembalo e violino (1724, Londra)

·        N° 10 sonate a 4, per flauto, due violini, violoncello e basso continuo

·        N° 2 sonate a 5, per flauto, due violini, viola, violoncello e basso continuo.

 

L’elenco completo e dettagliato con le fonti è consultabile nelThe New Grove DictionaryeDie Musik in Geschichte und Gegenwart.

 

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