Torino – Dopo quasi tre anni di sospensione, Andrea Agnelli, ex presidente della Juventus, può finalmente tornare a ricoprire ruoli operativi nel mondo del calcio. La squalifica, che aveva preso il via nel gennaio 2023 e che complessivamente durava 34 mesi, si è ufficialmente conclusa giovedì 20 novembre.
La prima inibizione era stata disposta il 20 gennaio 2023 nell’ambito del processo sportivo sulle plusvalenze della Juventus. La Corte Federale d’Appello della FIGC aveva stabilito 24 mesi di inibizione dall’attività in ambito federale, con estensione richiesta anche a UEFA e FIFA. Successivamente, il 23 aprile 2023, il Collegio di Garanzia del CONI aveva respinto il ricorso presentato da Agnelli, confermando la sanzione iniziale.
Il 10 luglio 2023, Agnelli era stato coinvolto in un secondo procedimento, relativo a manovre stipendi, rapporti con gli agenti e partnership con altri club. Il Tribunale Federale Nazionale della FIGC aveva inflitto ulteriori 16 mesi di inibizione, ridotti poi a 10 mesi in seguito al ricorso parzialmente accolto dalla Corte Federale d’Appello.
Parallelamente, sul fronte della giustizia ordinaria, a settembre 2023 Agnelli aveva patteggiato una pena di 1 anno e 8 mesi. L’ex presidente aveva definito il patteggiamento “sofferto ma giusto” e coerente con la sua posizione di innocenza, chiudendo così una fase complessa sia sul piano sportivo che legale.
La conclusione della squalifica segna il ritorno di Agnelli nel mondo del calcio, aprendo scenari interessanti per il suo coinvolgimento in ruoli dirigenziali. La sua esperienza nella gestione di un club di vertice come la Juventus, unita alla conoscenza delle dinamiche UEFA e FIFA, lo rende una figura di spicco nel panorama calcistico nazionale e internazionale.
Il suo ritorno potrebbe avere conseguenze anche sul futuro della Juventus stessa, che in questi anni ha affrontato sfide sportive e societarie significative. Agnelli, conosciuto per la sua visione manageriale e per il ruolo centrale nei progetti europei della società, potrebbe nuovamente influenzare strategie di mercato, partnership internazionali e relazioni con gli organi federali.
Nonostante il periodo di sospensione, il suo nome rimane tra i dirigenti più influenti del calcio italiano, e molti osservatori attendono di vedere le sue prossime mosse. Con la fine della squalifica, Agnelli è libero di tornare a incidere direttamente sulle dinamiche sportive e sulle decisioni strategiche, ponendo fine a un lungo periodo di assenza dal mondo operativo del calcio.







