Il calcio sa essere crudele, soprattutto quando la partita sembra voler premiare il cuore più che il risultato. Al Ferraris, nel posticipo della 16ª giornata di Serie A, il Genoa di Daniele De Rossi esce sconfitto 1-0 contro l’Atalanta, punito nel recupero da un colpo di testa di Hien sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Una sconfitta che brucia, come ha ammesso lo stesso allenatore rossoblù nel post-gara, ma che racconta anche di una squadra viva, compatta e pronta a lottare fino all’ultimo per la salvezza.
La gara si mette subito in salita per il Genoa. Sono passati appena tre minuti quando Leali viene espulso per aver atterrato Maldini da ultimo uomo, episodio nato da un grave errore in impostazione di Norton-Cuffy. Un cartellino rosso che avrebbe potuto spezzare le gambe a chiunque, soprattutto contro una squadra organizzata e fisicamente dominante come l’Atalanta. Invece, proprio da quel momento, emerge il carattere della formazione di De Rossi.
Rimasto in dieci uomini per quasi tutta la partita, il Genoa si riorganizza con grande disciplina tattica. La linea difensiva si abbassa, il centrocampo lavora di sacrificio e gli attaccanti danno una mano costante in fase di non possesso. L’Atalanta prende il controllo del pallone ma fatica enormemente a trovare spazi. Le conclusioni di Scamacca e De Ketelaere nel primo tempo non impensieriscono più di tanto Sommariva, chiamato a un ingresso improvviso e delicato a freddo. Il giovane portiere, però, risponde presente con una prestazione di grande personalità.
Il primo tempo scivola via così, tra il possesso sterile della Dea e un Genoa attento, concentrato, capace di chiudere le linee di passaggio e di leggere bene le situazioni di pericolo. Qualche errore tecnico in uscita rischia di concedere occasioni agli ospiti, ma manca sempre l’ultimo passaggio preciso per trasformare il dominio territoriale in occasioni nitide.
Nella ripresa il Genoa sorprende tutti. Nonostante l’inferiorità numerica, la squadra di De Rossi entra in campo con coraggio e prova addirittura a colpire. Norton-Cuffy, protagonista in negativo sul rosso, si riscatta con una poderosa accelerazione sulla destra, bruciando Bernasconi e mettendo un pallone perfetto al centro: Vitinha arriva in corsa e calcia di prima, colpendo il palo esterno. È il momento in cui il Ferraris esplode e capisce che la squadra non si accontenterà di difendersi.
L’Atalanta risponde con Ederson e Maldini, ma anche in questo caso le conclusioni risultano imprecise. A tremare è invece Carnesecchi, quando Colombo, subentrato a Ekuban, svetta su calcio d’angolo e colpisce di testa quasi a colpo sicuro: il portiere nerazzurro salva tutto con un intervento istintivo e decisivo. È forse l’occasione più grande della partita.
Nel finale la Dea prova ad aumentare il peso offensivo. L’ingresso di un attacco più “pesante” non cambia però l’inerzia emotiva del match, che resta in equilibrio. Zalewski da fuori area e Samardzic con una conclusione pericolosa costringono Sommariva a nuovi interventi, confermando la solidità del Genoa nonostante la stanchezza crescente.
Quando il pareggio sembra ormai scritto, arriva l’episodio che decide la partita. Nel recupero, sugli sviluppi di un calcio d’angolo dalla sinistra, Hien anticipa Sommariva e insacca il gol dello 0-1. Un colpo durissimo per il Genoa e per tutto lo stadio, che fino all’ultimo aveva spinto una squadra capace di andare oltre i propri limiti.
Nel post-gara, Daniele De Rossi non nasconde l’amarezza: “Il gol all’ultimo mi ha spezzato il cuore”, confessa. Ma le sue parole raccontano soprattutto orgoglio. Orgoglio per una squadra che ha lottato con attenzione, organizzazione e spirito di sacrificio. “Se devo perdere, sono orgoglioso di aver perso così”, aggiunge, sottolineando come questa prestazione rappresenti esattamente l’idea di calcio che vuole costruire.
Un pensiero va anche al futuro e alla prossima sfida contro la Roma, una partita inevitabilmente speciale per lui. De Rossi promette freddezza nella preparazione, pur ammettendo che entrare all’Olimpico con colori diversi non sarà semplice.
La classifica dice che il Genoa resta quartultimo, a +2 sulla zona retrocessione. Ma la sensazione, dopo una notte così, è che questa squadra abbia le basi emotive e tecniche per giocarsi la salvezza fino in fondo. A volte il risultato non racconta tutto. E al Ferraris, nonostante la sconfitta, il Genoa ha mostrato di essere molto più vivo di quanto dica lo 0-1 finale.







