La notte europea della Roma si trasforma ancora una volta in un incubo. All’Olimpico, i giallorossi di Gasperini incassano la quarta sconfitta interna stagionale — la seconda in Europa — cadendo 2-1 contro un Viktoria Plzen organizzato, cinico e sorprendentemente maturo. Una serata che lascia più dubbi che certezze, con la Roma ora ferma a 3 punti dopo tre giornate e pericolosamente ai margini della zona playoff.
Eppure l’inizio lasciava presagire tutt’altro copione. La Roma parte forte, con Dovbyk che sfiora il vantaggio dopo pochi minuti, ma il fuoco iniziale si spegne presto. Il Viktoria Plzen, accorto e compatto, aspetta il momento giusto per colpire. Lo trova al 20’, quando Kwabena Adu, imprendibile sulla corsia, vince il duello fisico con Ziolkowski e infila Svilar con un destro chirurgico sul secondo palo. Tre minuti dopo arriva la doccia gelata: Souaré, lasciato libero al limite, calcia rasoterra di potenza e trova il raddoppio. In un lampo, 2-0 per i cechi e gelo sugli spalti dell’Olimpico.
Gasperini prova subito a correre ai ripari, abbandonando la difesa a tre per un più offensivo 4-2-3-1. Fuori Ziolkowski, dentro El Shaarawy, per dare ampiezza e imprevedibilità. La Roma reagisce sul piano del gioco, guadagna campo e costringe il Viktoria nella propria metà campo, ma fatica tremendamente a concretizzare. Wesley ci prova di testa, Soulé spreca due buone occasioni e la squadra sembra inceppata nei pressi dell’area di rigore avversaria.
Nella ripresa arriva il primo segnale di risveglio. Al 53’, Spacil tocca col braccio in area e l’arbitro assegna il rigore: Dybala non sbaglia e riaccende le speranze. L’argentino prova a trascinare i compagni, ma il Viktoria si difende con ordine e coraggio. La Roma domina il possesso, colleziona corner e calci piazzati, ma la precisione manca nel momento decisivo. N’Dicka spreca una chance d’oro di testa, mentre Pisilli trova il gol del pareggio al 96’, subito annullato per fuorigioco millimetrico dopo un lungo controllo VAR.
Il triplice fischio sancisce una sconfitta pesante, che va oltre il risultato. Gasperini esce dal campo con il volto teso: la sua Roma continua a mostrare limiti di solidità e lucidità nei momenti chiave. I cambi tattici migliorano la manovra ma non bastano a mascherare una fragilità mentale preoccupante.
Dall’altra parte, è festa grande per il Viktoria Plzen, che con 7 punti balza in piena corsa per la qualificazione, dietro il gruppo di testa. I cechi hanno giocato con coraggio e disciplina, sfruttando al massimo le disattenzioni giallorosse e confermando un’identità precisa: compattezza, ripartenze veloci e freddezza sotto porta.
Per la Roma, invece, è tempo di riflessioni. Tre giornate, tre punti e troppe amnesie difensive per una squadra costruita per competere ai vertici. Servirà un cambio di passo deciso, mentale e tattico, se Gasperini vorrà rimettere in carreggiata un cammino europeo che, dopo la serata di oggi, si fa già in salita.







