BRUTALE PROMESSA
Diafano il tocco
di nudità
piaga perenne sul tuo
prodigio di ragno
tesse lingue
di tela il verso
strappato alla sfinge,
al mio collo s’intreccia
la rara bellezza
non vive che un giorno:
ecco la nostra
brutale promessa.
LA MATERIA DEI POETI
Edifico fortezze di estinzioni
si spopola anche il verbo rinunciare
al cospetto della resistenza
sulle aridissime regioni del pensiero
resta la sfida alla gravità di questa vita
l’infinita brevità del nostro tempo
la salita per la presa, la fatica
le fattezze sono orbite silenti
per gli amanti divenuti corpi astrali
Marte e Venere materia dei poeti
cieli opposti destinati a vorticare.
LE STANZE DELL’ABBANDONO
[Gli anni tetri dell’amore]
Riavvolgo sentieri di distanza dietro
i tornanti della mia desolazione
– paesaggi obliqui all’anima
strozzata dai timori dove
l’abbandono è ancora casa
ancora culla seminuova – semivuota
c’è una bambina che mi chiama
e mi chiede di ritornare là – ma non ha voce
la sua preghiera – implora amore
o che qualcuno venga a cercarla
dentro il silenzio in cui è finita:
baratro di lacrime asciutte e scure
luogo non luogo questa
assuefazione al patimento –
non si conoscono i perimetri
delle morenti stanze in cui
mi condannasti a stare
gli anni più tetri dell’amore.







