Il noto medico chirurgo irpino Carlo Iannace, primario della Breast Unit dell’Azienda ospedaliera Moscati di Avellino, era stato condannato per falso ideologico e come pena accessoria era stato sospeso per tre anni dai pubblici uffici, un provvedimento che di fatto gli avrebbe impedito di esercitare la professione anche nel settore privato. Alla notizia della condanna definitiva, numerose sono state le attestazioni di vicinanza e solidarietà per il dottor Iannace, culminate in una raccolta firme organizzata dalle pazienti e dalle associazioni locali, che ha portato a un appello rivolto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato ha concesso la grazia per la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici al senologo Carlo Iannace. La grazia è stata concessa il 10 luglio, e tale provvedimento, firmato anche dal Ministro della Giustizia, ha permesso al medico di continuare a esercitare la sua professione. La condanna di Iannace era legata a un’inchiesta della Procura di Avellino sufalsi interventi di chirurgia esteticapresso l’ospedale Moscati, fatti passare per interventi di ricostruzione post-patologie tumorali, per i quali l’Azienda ospedaliera avrebbe incassato rimborsi non dovuti e i medici coinvolti premi di produttività.
Il processo partito nel 2016 vedeva il primario accusato di falso e peculato per presunte irregolarità su operazioni di chirurgia estetica fatte passare per interventi di ricostruzione post-patologie tumorali, per le quali l’Azienda ospedaliera avrebbe incassato rimborsi non dovuti e i medici coinvolti premi di produttività. La pena che Iannace dovrà scontare è stata rideterminata in tre anni, un mese e venti giorni di reclusione dalla Suprema Corte di Cassazione per le sole ipotesi di falso, escludendo il reato di peculato. Nonostante ciò, l’ex consigliere regionale è stato interdetto dai pubblici uffici. In precedenza, la Suprema Corte di Cassazione aveva accolto il ricorso discusso dal legale di Iannace, disponendo il rinvio davanti a un’altra sezione della Corte di Appello di Napoli.La solidarietà nei confronti del chirurgo è stata immediata, con numerosi messaggi di supporto e vicinanza. Carlo Iannace infatti, è da sempre considerato uno dei più validi oncologi, stimato per la sua attività che è sfociata anche in molte iniziative di beneficenza, come la Camminata Rosa.
Molti pazienti e sostenitori hanno espresso il loro sostegno attraverso vari messaggi. Anna ha scritto: “Caro Dottore, voi siete la nostra forza e noi siamo la vostra forza. Sempre con voi!”. Antonella ha aggiunto: “Grande Medico, Uomo, che ha fatto del suo lavoro una missione,con la sua umanità e professionalità ha permesso a me e a tantissime altre donne di continuare il percorso della vita. Sempre al suo fianco, carissimo Dottore”. Salvatore ha condiviso il suo pensiero: “Caro Dottore, la mia vicinanza e il mio pensiero sono con te: professionista, medico, uomo che ha speso ogni secondo della sua vita per gli altri, per la prevenzione e la terapia, per chi soffre. Sempre col sorriso, emblema di umanità, bontà d’animo, disponibilità e comprensione. Oggi e domani tutto il mio affetto e la mia solidarietà”. Anche il collega medico Franco Mazza ha espresso il suo sostegno, sottolineando la competenza, dedizione al lavoro e altruismo di Iannace: “Un medico come pochi. Una vita spesa nel campo della terapia e della prevenzione. Un punto di riferimento per tanti pazienti. Nessuna sentenza potrà mai annullare questi straordinari valori né cancellare quel sorriso e quegli occhi che comunicano bontà e altruismo. Forza Carlo! Hai tutto il nostro affetto e la nostra solidarietà”.
La mobilitazione intorno a Carlo Iannace ha dimostrato quanto il medico sia apprezzato e stimato, non solo per le sue competenze professionali, ma anche per il suo impegno umano e sociale. La concessione della grazia da parte del Presidente della Repubblica ha rappresentato un riconoscimento importante per il medico e un segno di solidarietà da parte della comunità.







