La scarcerazione della 39enne era stata richiesta dal suo avvocato ungherese Gyorgy Magyar subito dopo l’elezione come eurodeputata. Questa mattina è stata scarcerata dalla detenzione domiciliare che stava scontando in un appartamento di Budapest. La 39enne ha chiamato i propri avvocati in Italia, Eugenio Losco e Mauro Straini, per avvisarli di aver ricevuto il provvedimento del giudice ungherese.
L’eurodeputata di Avs èaccusata di avere aggredito due uominicausando lesioni giudicate guaribili in 5 e 8 giorni: non risulta che i due, che stavano celebrando Il giorno dell’onore, abbiamo presentato denuncia. La presunta aggressione è avvenuta a Budapest alla vigilia dell’11 febbraio: il giorno dell’onore è una ricorrenza durante la quale i seguaci del nazismo di tutt’Europa celebrano il tentativo dell’esercito tedesco, che comprendeva anche reparti di soldati ungheresi, di forzare l’assedio della capitale nel febbraio del 1945. Tentativo fallito perché le truppe sovietiche non lasciarono varchi. Dalla fine degli anni Novanta viene celebrata questa ricorrenze che ha finito per raccogliere filonazisti anche dal resto d’Europa e che negli ultimi anni, da quando il sovranismo ha alimentato i movimenti di estrema destra, è stato teatro anche di scontri con antifascisti. Sempre più estremisti di destra fanno tappa su Budapest nei primi giorni di febbraio sapendo che la loro celebrazione sarà tollerata. Solo nel 2022, per motivi di ordine pubblico, la celebrazione venne annullata.
Dopo l’elezione a Bruxelles con Avs (grazie a oltre 175mila preferenze), Salis era in attesa della proclamazione e quindi dei documenti che certificassero il suo status di parlamentare europea. La sua famiglia aveva già comprato i biglietti per raggiungerla per festeggiare lunedì il suo quarantesimo compleanno a Budapest ma ora Salis potrà festeggiarlo in Italia.
Il papà: “Festeggeremo insieme” “Facciamo i festeggiamenti del suo compleanno a casa, vado a prenderla e me la porto a casa io”, ha detto il papà Roberto Salis alla notizia della liberazione della figlia. “Sono molto contento – ha aggiunto – e sto cercando di organizzare il rientro il più velocemente possibile. Non ci aspettavamo che venisse liberata oggi. E invece mi ha chiamato l’avvocato Magyar per dirmi che la polizia stava andando a liberarla”.
Chi è Ilaria Salis?
Ilaria Salis è una maestra di Monza, ha 39 anni e dal febbraio 2023 è rinchiusa in carcere in Ungheria. E’ una convinta antifascista e attivista delle lotte per i diritti sociali, a volte definita anarchica. È laureata con lode in Storia all’Università Statale con una tesi su Sant’Ambrogio. Poi è diventata insegnante in una scuola elementare di Milano.
Le udienze
Fin dal primo momento, la Salis si è dichiarata non colpevole. Durante l’udienza l’italiana è stata portata in aula ammanettata, ai piedi una catena tirata da una sorvegliante. Un trattamento inumano medievale comune in Ungheria. Lo stesso trattamento, nonostante le proteste dell’Italia, le è stato riservato il 28 marzo durante l’udienza al termine della quale le sono stati negati gli arresti domiciliari in Ungheria. Nel frattempo un cittadino tedesco coimputato di Ilaria Salis è stato condannato a tre anni poichè l’uomo si è dichiarato colpevole.
La candidatura alle Europee 2024
Ilaria Salis è ufficialmente candidata alle elezioni europee dell’8 e 9 maggio 2024 per la lista di Alleanza Verdi-Sinistra. La sua candidatura è stata presentata a Roma durante una conferenza stampa lo scorso 26 aprile, presieduta dal portavoce dei Verdi Angelo Bonelli e dal segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. Nonostante la sua difficile situazione, Salis ha accettato la candidatura con una lettera commovente, ringraziando tutti coloro che l’hanno sostenuta in Italia, dai familiari ai compagni di lotta, fino alla gente comune.
I domiciliari
Oggi, 15 maggio 2024, è arrivato l’annuncio: Ilaria Salis esce dal carcere e va ai domiciliari. È stato accolto dal tribunale di seconda istanza ungherese il ricorso presentato dai legali dell’insegnante di Monza che può quindi uscire dal carcere e andare ai domiciliari a Budapest. Il ricorso era stato presentato dagli avvocati di Salis contro la decisione del giudice Jozsef, che glieli aveva negati sia in Italia che in Ungheria. In appello, la richiesta è stata invece accolta. Il provvedimento, diventerà esecutivo non appena verrà pagata la cauzione prevista dal tribunale. «Ilaria è entusiasta di poter finalmente uscire dal carcere e noi siamo felicissimi di poterla finalmente riabbracciare»: così all’Ansa Roberto Salis ha commentato la decisione del tribunale ungherese di concedere i domiciliari a sua figlia. «Non è ancora fuori dal pozzo – ha aggiunto ma sarà sicuramente molto bello poterla riabbracciare dopo 15 mesi, anche se finché è in Ungheria io non mi sento del tutto tranquillo».







