Negli ambienti del Movimento 5 Stelle si sta lentamente delineando, seppur ancora nelle fasi iniziali e in maniera ipotetica, l’idea di trasformare le elezioni regionali in Campania, previste per il prossimo anno, in una sorta di replica dell’”operazione Sardegna”, che lo scorso marzo ha portato Alessandra Todde, ex sottosegretaria allo Sviluppo Economico, alla guida della Regione. In Sardegna, infatti, la situazione politica si era rivelata particolarmente favorevole a un cambio di leadership, con il consenso del leghista Christian Solinas, che purtroppo per lui era rimasto nascosto e sotto il tappeto, facilitando il successo dell’esponente del Movimento 5 Stelle. In Campania, però, le condizioni sono ben diverse, e il progetto di candidare Roberto Fico, ex presidente della Camera, in qualità di candidato del Movimento 5 Stelle per la presidenza della Regione, si scontra con ostacoli significativi, sia di tipo politico che territoriale.
Il nome di Fico circola sempre più insistentemente nei corridoi del Movimento 5 Stelle, specie dopo la recente abolizione della “regola dei due mandati”, che impediva a chi aveva già ricoperto due incarichi pubblici, indipendentemente dal tipo di carica, di candidarsi nuovamente. La regola è stata cancellata con il favore di oltre il 70% degli iscritti, una mossa che, secondo i vertici del partito, potrebbefavorire il rafforzamento del Movimento, specie a livello territoriale, dove la possibilità di candidare figure già note potrebbe attirare maggiore consenso. Fico, che fino a ieri non avrebbe potuto candidarsi a causa del suo passato politico, potrebbe quindi tornare in gioco grazie alla nuova normativa che permette agli ex parlamentari di presentarsi come candidati per cariche regionali o comunali. Questo consentirebbe a Fico di correre per la presidenza della Campania, sua terra d’origine, in vista delle prossime elezioni. Tuttavia, questo scenario si scontra con una realtà ben più complessa e incerta. La Campania, infatti, non è la Sardegna, dove l’operazione politica del Movimento 5 Stelle ha trovato terreno fertile in una situazione politica particolarmente frammentata e con un elettorato deluso dalla classe dirigente locale. In Sardegna, le preferenze per i singoli candidati hanno avuto un peso minore rispetto alla Campania, dove, al contrario,le preferenze personali dei candidati sono determinantiper la vittoria. Questo è un aspetto fondamentale che potrebbe rendere molto più difficile il successo di un candidato del Movimento 5 Stelle come Roberto Fico, che non ha la stessa popolarità e radicamento territoriale dei suoi avversari.
Un ulteriore problema per la candidatura di Fico arriva dalla situazione politica interna alla regione. In particolare, il principale ostacolo potrebbe venire proprio dalla figura di Vincenzo De Luca, l’attuale presidente della Campania, che ha fatto approvare una delibera che gli consente di ricandidarsi per un terzo mandato. De Luca, che ha governato la regione con un forte controllo politico e una strategia spesso considerata teatrale, potrebbe infatti mettere a rischio qualsiasi tentativo di avanzata del Movimento 5 Stelle, soprattutto se non dovesse esserci un accordo tra il Partito Democratico e le altre forze di centrosinistra. Il problema è che, se De Luca dovesse correre nuovamente, potrebbe ancheraccogliere il sostegno di altri gruppi politici, tra cui Italia Viva e Azione, creando una forte coalizione che rischierebbe di rendere vano qualsiasi tentativo del Movimento 5 Stelle di ottenere consensi sufficienti. Inoltre, la figura di Roberto Fico non gode di un consenso indiscusso neppure all’interno del Movimento 5 Stelle stesso. Sebbene la sua candidatura potrebbe essere vista come una figura rappresentativa e di unità, la sua esperienza politica e le sue prestazioni elettorali passate non sono state particolarmente brillanti, con risultati che in passato non hanno mai raggiunto livelli di eccellenza. Fico, infatti, ha ottenuto un misero 1,35% alle elezioni regionali del 2010 e solo un 1,38% quando si candidò a sindaco di Napoli l’anno successivo. La sua mancanza di radicamento in Campania potrebbe quindi rivelarsi un ostacolo insormontabile in una regione dove le preferenze dei singoli elettori sono fondamentali. Infine, un altro aspetto che complica ulteriormente il progetto è il sostegno che Fico potrebbe ottenere dalle forze politiche alleate. In un’ipotetica corsa alla presidenza, il Movimento 5 Stelle potrebbe riuscire a raccogliere l’appoggio di una parte del Partito Democratico che non ha radicamento territoriale in Campania, nonché da Alleanza Verdi-Sinistra. Tuttavia, senza il sostegno completo e convinto di tutte le forze del centrosinistra, la candidatura di Ficorischia di essere un fallimento.Se De Luca dovesse presentarsi come candidato, è probabile che il PD regionale, che ha votato per la sua rielezione, e i centristi di Azione e Italia Viva, si schierino a suo favore, lasciando poco spazio per un’alternativa grillina.







